Come ti cambia Berlino, una lettera da Andrea

Buongiorno a tutti! io sto veramente bene e voi? Soprattutto dopo che ho deciso di rimettermi nuovamente in gioco, cambiando le carte in tavola, cominciando un 4. progetto appassionante, non sedendomi e accontentandomi mai…..

Mi scrive Andrea, pubblico volentieri il suo post. Mi ricorda leggermente le mie sensazioni, durante il mio primo inverno a Berlino, era il 1994. Non sapevo che fosse pericoloso andare con la bici su 40 cm di neve, non avevo avuto ancora l’esperienza a riguardo. Quante cadute, e quanta stanchezza, in quel primo inverno, arrancando tra università, lavoro, lingua che non capivo alla perfezione ( quindi anche le lezioni all’università) e la mancanza e la nostalgia di tutto, non essendoci cellulari, internet, voli low cost e via dicendo. Ma la forza che ho acquistato attraverso questa esperienza ha fatto di me quello che sono ora, e lo stesso vale per Andrea. Berlino se le dai una chance, ti dà la forza di cambiare e rimetterti in gioco di nuovo, sia che tu abbia 20, 40, o 70 anni 🙂

Buona giornata! Ruth

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Faceva freddo, tutto era grigio. Avevo paura.

Nel Marzo del 2013 Berlino era ricoperta di neve, tantissima neve.
Ero solo, l´unica cosa che avevo erano due valigie pesantissime, entrambe azzurre come il cielo che abbraccia l`Italia durante un pomeriggio estivo.
In mano degli appunti scritti a penna, con l`indirizzo di un ostello, per raggiungerlo avrei dovuto prendere un treno chiamato S-Bahn.
Ai binari soffiava un vento gelido, mi guardai attorno e mi sentii per la prima volta in tutta la mia vita completamente solo, ma non ero triste.
Scesi alla stazione di Frankfurter Alle; l`ostello avrebbe dovuto essere li nelle vicinanze.  Una volta trovato, entrai e la receptionist mi accolse con un sorriso ed un accento familiare. Era Italiana, solare e gentile, mi diete le chiavi della mia stanza, una camera con altre cinque persone. Non avevo mai alloggiato in un ostello con persone che non conoscevo.
Entrai nella mia stanza, non c´era nessuno, il mio letto era l`unico ancora in ordine senza sacchetti di patatine e bottiglie di plastica.
Mi tolsi il giubbotto e mi sdraiai. Fissai il soffitto, non pensavo a niente, pensavo a tutto. Pensavo a mia madre che poche ore prima mi abbracciò forte con le lacrime agli occhi. Ho pianto.
Ma come prima, non ero triste. Rimisi il giubbotto e feci una passeggiata. Scrutavo con attenzione le persone, e mi soffermai soprattutto su quelle sole, forse erano sole e nuove in città come me, chi lo sa.
Rientrai in ostello, con le guance rosse e tanta stanchezza addosso.
Questi sono i primi ricordi che ho di me all´inizio di questa nuova vita. É passato un anno e due mesi dal mio arrivo nella capitale tedesca ma i ricordi del mio primo giorno sono ancora così nitidi che a stento riesco ad immaginarmi quanto veloci sono passati. Il tempo non si ferma mai, avido e veloce corre senza freni, senza pensare. Lui passa e tu cresci.
Sono cresciuto e sono diventato una persona completamente nuova, ambiziosa e senza paure.
Sogno ogni giorno perché sognare é l´unica cosa che mi fa andare avanti.
Amo ogni giorno quello che mi circonda; il mio fidanzato, così presente ed innamorato, i miei amici, così
impegnati e così pazzi, il mio lavoro, perché senza di questo morirei di fame e la mia casa sarebbe un portico dell´ Oberbaumbrücke.
Berlino mi ha dato la forza di cambiare, la forza di credere in me stesso e gliene sarò per sempre grato.
                                                                                                                                                             Andrea Padoan
Posted on by Ruth

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