La deutsche vita – una recensione per niente oggettiva

Questa è una recensione per niente oggettiva. Lo anticipo perché non mi sforzo nemmeno di proporre un parere tecnico (che non avrei strumenti per fare) ma scriverò qui la mia personalissima opinione dopo aver visto La deutsche vita.

la deutsche vita

Ho deciso ieri all’ ultimo di andare a Lipsia a vedere la seconda proiezione del documentario di Alessandro Cassigoli e Tania Masi in programma al DOK Festival organizzato in città. Ci sono andata con uno dei protagonisti del film, tra i miei più cari amici berlinesi, e per farlo ho chiesto un permesso speciale alle mie titolari, una delle quali è tra i protagonisti del film.

La loro conoscenza è uno dei motivi per cui non sarò oggettiva. Un altro motivo è che nel film è ritratta la vita degli italiani a Berlino: difficile restare neutrali se si parla proprio di quella vita che stai conducendo anche tu da quasi tre anni a questa parte.

Mentre ieri la proiezione è stata in pompa magna, oggi si è tenuta in un piccolo cinema sulla Karl-Liebknecht Strasse: la saletta è davvero intima, esaurire i posti non è stato sicuramente difficile ma scommetto che ieri la regista non poteva distribuire biscotti prima della proiezione.

La deutsche vita è una ironica fotografia degli italiani a Berlino: la vecchia e la nuova guardia, l’ italiano che sbaglia  i congiuntivi e quello istruito. È come un click sulla quotidianità di persone diverse che, in modi diversi, si sono trovati a vivere la stessa città. C’è chi pensa che ha fatto un errore, quello che voleva andare in Guinea, quello che è arrivato per seguire una passione. C’è chi a Berlino ha trovato lo spazio per la sua famiglia.

Tutti però dicono la loro (direttamente o meno) sulla differenza tra tedeschi e italiani e nessuno sta fermo con le mani.

Il risultato è che a me è piaciuto. Mi è piaciuto perchè equilibrato e variegato, perchè il pubblico (non tutto tedesco) ha riso e riconosciuto gli aspetti più buffi dell’italianità. Mi è piaciuto perchè ogni personaggio interpreta se stesso e come tale mostra la sua unicità. L’unicità di percorsi tortuosi, divertenti o faticosi; di chi sarebbe in grado di vivere all’italiana anche nel cuore della foresta equatoriale. Di chi la nostalgia del bel paese la gestisce forse tutti i giorni, di chi forse non ci ritornerà mai.

Vedendo il film, ripercorro nella mia mente l’evoluzione del mio percorso berlinese e sono sicura: non è  una caricatura dell’ italiano all’estero quella che viene proposta, piuttosto il fermo immagine di una realtà varia, divertente e capace di ridere anche nelle difficoltà. È la fotografia di scelte senza responsabili da incolpare.

Italiani e tedeschi nel loro incontro scontro quotidiano.

Quando le luci si accendono l’ applauso è sincero; il sorriso resta stampato sui volti degli spettatori. I registi e i protagonisti presenti in sala ringraziano: il film è finito ma la deutsche vita continua.

Posted on by angela.nicoletti

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