La mia Berlino

Buongiorno del dopo elezioni tedesche, che hanno visto Angela Merkel come vincitrice assoluta e i liberali come i perdenti assoluti ( non hanno superato il 5% e per la prima volta dopo il 1949 escono dal parlamento)  La CDU é andata ad un passo dalla maggioranza assoluta, e partiti nuovi  come Alternative für Deutschland e i Pirati non hanno superato lo sbarramento del 5%. Io di politica tedesca devo ammettere, me ne sono mai interessata piì di tanto. Tutto quello che so mi viene filtrato da mio marito che é un lettore assiduo e si studia tutti i programmi prima di mettere la sua crocetta. Ora che sto per diventare tedesca anche io ( non perdendo però  la nazionalità italiana) con diritto di voto, dovrò cominciare a seguire non solo la politica italiana ( sigh) ma anche quella tedesca ( forse meglio 😉  ).

In ogni caso a me Angelina piace come persona. Sicuramente non é una donna che sta in politica per vantaggi personali, sa che fare politica é una cosa seria e viene rispettata dai politici di tutto il mondo. Penso che siano in tanti quelli che non hanno votato per il partito, ma hanno votato proprio per lei, che é comunque un simbolo di sicurezza e stabilità ( almeno apparente..), una specie di mamma Angela.

Nel frattempo l’estate ci ha lasciato e io mi accingo a correre la mia seconda maratona, domenica prossima. Si prospetta un bell’autunno per me, dal punto di vista personale. Per la prima volta in tanti anni, non temo troppo il giungere della stagione buia. Ho tanti progetti nel cassetto che non vedo l’ora di attuare. Per salutare l’arrivo dell’autunno pubblico un bell’articolo di Gloria Vitaliquanto é bella Berlino vista con gli occhi di chi ci viene la prima volta. Ruth

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Raccontare Berlino è come cercare di descrivere un tramonto. I colori, la luce, le ombre cambiano ogni minuto, ogni secondo.

La capitale tedesca è in fondo questo, è una città in perenne movimento, in trasformazione, dove la possibilità di scattare delle fotografie va di pari passo con la consapevolezza che però domani, la città, sarà già diversa da come la si era lasciata.

Non c’è dubbio, che Berlino sia una metropoli che guarda al futuro ma lo fa come una fenice che riemerge dalle sue ceneri e porta sul corpo delle cicatrici ancora ben visibili. Basta fare una passeggiata sulla Mühlenstrasse, a lato del fiume Sprea per accorgersene. E’ li che si trova il maggior tracciato rimasto in posizione originale del muro di Berlino. 1, 3 Kilometri di sezione interamente dipinta con graffiti e considerata la più lunga galleria d’arte aperta al mondo. Metafora della capacità di un popolo e di una nazione capace di reinventare se stessa, ma allo stesso tempo consapevole di una storia che non è possibile dimenticare. Lo dimostra la Kaiser-Wilhelm-Gedächtniskirche anche detta dente bucato, una chiesa nel centro di Berlino Ovest con il campanile semidistrutto dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, che si mostra ferita ma orgogliosa all’occhio dei passanti.

Visitare Berlino significa scoprire e percorrere le diverse anime che la compongono indissolubilmente intrecciate.

Un’anima storica che sconcerta perché nonostante Berlino sia una città simbolo di momenti storici decisivi ed epoche diverse, si innalzano pochissimi monumenti che ne riflettono degnamente il passato, alcuni di questi, ovviamente, famosi in tutto il mondo.

Uno di questi è sicuramente la porta di Brandeburgo, ossia l’arco di trionfo tedesco sotto il quale sfilarono prima Napoleone nel 1806 e poi i nazisti nel 1933. Ma anche Platz der Republik, situata al confine Nord del Tiergarden appena superata la Brandemburger Tor, ovvero una piazza in cui sono situate sia il palazzo della cancelleria tedesca che il Reichstang, l’edificio attualmente occupato dal parlamento tedesco. E ancora L’ Unter den Linden, detto il viale dei tigli per il tipo di alberi che lo compongono, cioè il viale più importante che attraversa la Mitte, la parte centrale della città. E che dire del Check Point Charlie, punto di passaggio tra i settori americano e sovietico durante la guerra fredda, uno forse dei simboli più d’impatto emotivo di Berlino.

E’ però significativo come, nonostante dalla caduta del muro siano passati parecchi anni, la parte Est e Ovest siano ancora molto diverse. Non tanto per una questione di ricchezza quanto perché fin da subito a Berlino Ovest, devastata dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, non ci fu altra scelta che quella di ricostruire, mentre dall’altra parte le autorità comuniste decisero di lasciare gli edifici esistenti così com’erano, e di erigerne solamente laddove servissero, di nuovi creando in questo modo un connubio di generi, momenti e stili diversi (AlexanderPlatz, ne è un esempio).

Berlino non può e non vuole dimenticare il momento forse più buio della sua storia, il genocidio ebraico. E il luogo della memoria forse più importante di tutta la Germania (se si fa eccezione dei campi di concentramento o di internamento) si trova proprio nel centro di Berlino, tra la porta di Brandeburgo e Potsdamer Platz. L’Holocaust-Mahnmal, come lo chiamano i tedeschi è il più solenne monumento commemorativo dedicato agli ebrei vittime dell’Olocausto in Europa. Di Peter Eisenman e inaugurato il 10 maggio 2005, esattamente 60 anni dopo la liberazione dei prigionieri dai campi di concentramento, è un enorme labirinto solcato da 2.711 blocchi di cemento grigio piombo di diverse altezze e dimensioni, con un intenso valore evocativo in grado di coinvolgere e toccare le corde emotive dei visitatori.

La città ha un’anima anche profondamente verde, incarnata principalmente dal Tietgarden, il più grande parco di Berlino, lungo circa 3 km di lunghezza e uno di larghezza è inserito nel centro della città. In realtà, nella capitale tedesca, non vi è quartiere che non abbia la sua oasi di verde: una piazza, un parco o un viale alberato. Senza dimenticare il giardino zoologico, il famoso zoo di Berlino, nella parte sud del Tietgarden, nella zona di Kurfürstendamm.

Sarà forse proprio per questo motivo e per potersi godere meglio la loro città, che gli abitanti di Berlino scelgono sempre più spesso la bicicletta per spostarsi; le piste ciclabili consentono infatti di attraversarla in lungo e in largo, nonostante il freddo dei mesi invernali.

E infine l’Arte. Berlino ha un’energia artistica contagiosa in tutte le sue forme e dimensioni: dove quello che colpisce non è tanto la maestosità dell’Isola dei Musei, uno tra i complessi espositivi più ricchi d’Europa, comprendente il Bode-Museum,il Pergamon, l’Alte Nationalgalerie e l’Altes Museum ma il fatto che in città si possono contare più di 170 tra collezioni, musei e istallazioni presenti. Ed in ogni angolo si respira l’arte con l’A maiuscola, soprattutto nel suo significato contemporaneo, cioè nella capacità di trasmettere emozioni, messaggi. La città è piena di murales, statue contemporanee, evoluzioni architettoniche, anche in posti impensabili come all’interno di una banca. La facciata della DG Banka fianco all’ambasciata americana e ai piedi della porta di Brandeburgo è un modello di monotonia se visto dall’esterno, ma all’interno, l’americano Frank Gehry, ha inventato un mondo: un tetto fatto di un intrico di acciaio e vetro la cui forma evoca un alveare, e ancora un pesce di metallo che ondeggia su uno scrigno trasparente appena superata la porta di ingresso.

Nata tardi, distrutta, occupata, divisa, ricostruita, Berlino non è un tramonto.

Berlino è un’alba.

 

Gloria Vitali

 

Posted on by Ruth in Varie

3 Responses to La mia Berlino

  1. Arturo

    Gloria, 5 anni di A. Merkel in Italia, e non la riconosceresti dalla Germania. Solo con le targhe potresti distinguerle. Se l’è meritata la vittoria, anche contro quel simpaticone che disse che il nostro governo era un governo pagliaccio(febbraio 2013). Ha avuto ragione, sono pagliacci. Ma fossi in lui avrei evitato di esprimermi sui fatti di casa altrui. Sarei stato più signorile, non come quell’inqualificabile che si è rivolto alla Merkel in un modo….non trovo un aggettivo perché non puoi qualificarlo, appunto. Dal tuo articolo è troppo evidente l’ammirazione dei tedeschi verso la nostra penisola. Non verso di noi. Noi siamo scaduti, venduti, ormai.

  2. Arturo

    Gloria, invece 7 mesi dall’inizio- alla crisi. Abbiamo frantumato ogni record.Ha proprio ragione Steinbruck, siamo un governo ,ed una nazione aggiungo io, di pagliacci.

  3. peirce

    Arturo,
    Zwischen uns , s , e´ vero. Ma le cose dette da un candidaato Cancelliere
    hanno un significato che va al di la´dell opinione personale .
    Premetto che odio l italia come pochi penso che ha fatto bene Napolitanoa cancellare l incontro con S.
    E´ un oltraggio alla nazione , non e´ accettabile da un politico per il significato pubblico delle frasi ,
    quando anche la mia insegnante di tedesco le dette non mi sono sentito
    offeso , l ho presa come dire spontaneamente , giochi bene e a tennis:)

    Sono solo opinioni personali.

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