BRENNERO CRASH alla Neuköllner Oper di Berlino, dal 16 Agosto al 15 Settembre

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Buon pomeriggio di fine Agosto, tiepido e assolato. Come dice il detto? Nach dem Urlaub ist vor dem Urlaub ( dopo le vacanze significa prima delle vacanze ( prossime) ) … ! Volevo segnalarvi un bello spettacolo: Dal 16 Agosto l 15 Settembre  alla Neuköllner Oper,  BRENNERO CRASH, un musical ad opera della compagnia Balletto Civile. 

liberamente tratto da Tingeltangel di Karl Valentin

regia e coreografia Michela Lucenti
in scena Maurizio Camilli, Michela Lucenti, Emanuela Serra, Gianluca Pezzino,
Andrea Capaldi, Massimiliano Frascà, Thorbjorn Bjornsson, Panagiotis Iliopoulos, Timofey Sattarov, Noga–Sarai Burckstein
musiche Mauro Montalbetti
testo originale Alessandro Berti
dramaturg Bernhard Glocksin
luci Luca Bronzo
produzione Balletto Civile – Fondazione Teatro Due – Neuköllner Oper

Il seguente testo é tratto da dalla homepage di Balletto Civile

METAPHYSICAL CABARET AFTER AN ACCIDENT,

 

Tra un guard rail e l’altro, nel mezzo della notte di Pasqua in una terra di nessuno, lungo un pezzo di autostrada a due corsie che è uguale e diverso da tutti gli altri una macchina perde il controllo e invade la corsia opposta. La tabella di marcia si arresta, in un tempo sospeso finisce un viaggio e ne cominciano altri, la mappa si accartoccia sul cruscotto e la meta è improvvisamente cambiata. Due auto si scontrano, un’intellettuale e rodatissima coppia gay diretta a Berlino per le feste di Pasqua e un duo russo-islandese che si spaccia per una coppia di musicisti tedeschi, all’inizio di un’entusiasmante tournée nei ristoranti altoatesini con a carico una giovane autostoppista di ignota nazionalità che parla uno strano slang. La colonna dell’ S.O.S. è a destra o a sinistra, quando arrivano i soccorsi?

 

Nell’attesa un cabaret metafisico prende forma dalla nebbia di un’autostrada deserta, un centinaio di metri d’asfalto si popolano di umanità zoppe.
Poco lontano una stazione di servizio, un benzinaio incagliato tra gasolio e metano affoga i suoi solitari pensieri nell’alcool. Ha visto tutto. La sorella con problemi mentali e visioni mistico-religiose aspetta la madonna al solito incrocio, sarà la nebbia ma stasera non si vede nessuno. Nel parcheggio sul retro si apre la portiera di un grande camion e scende nel suo elegante abito da conquista, un anziano transessuale, un abitué della stazione di servizio, anche stasera il pennacchio di Rio de Janeiro ha sortito l’effetto desiderato, ancora una volta si accende nel suo sguardo la sorda illusione di aver ancora qualcosa da perdere. Ma l’attimo di gloria dura poco, nei suoi canti fanno eco passi pesanti, ed ecco arrivare un magnaccia in piena regola, non ci si crede ma un tempo si amarono, amore e odio si nascondono nella vittoria fallita che tentano disperatamente di cucirsi addosso.
Nel vuoto delle anime che l’asfalto assorbe, nelle pause della linea bianca che traccia un limite non rispettato, questi pezzi di uomini incastrati in loro stessi ingannano un’attesa. Il racconto politico e poetico di un’umanità straordinariamente comune. Un canto corale di sacra diversità. Da un fosso arcaici lamenti fuori dal tempo, una lamiera ha colpito la visionaria, religiose incomprensioni del suo animo raccontano un universo non così sconosciuto. Piume e pailettes si mescolano alle scarpe antinfortunistica di un benzinaio annegato in se stesso, logorroici sproloqui germanici fanno perdere il controllo di una vecchia auto e una coppia ordinatamente omosessuale si trova improvvisamente fuori dai propri organizzatissimi piani.
Un lavoro musicale caratterizzato dalla coralità. Rilettura e trasformazione di composizioni polifoniche popolano la partitura musicale dello spettacolo. La musica dal vivo crea e distrugge gli spazi dell’azione. Sonorità rarefatte, atmosfere notturne e grottesche in un gioco ritmico pieno di disperata comicità, ottenuto attraverso la manipolazione di oggetti scenici e strumenti musicali, dalla fisarmonica al pianoforte giocattolo, cori di un improvvisato campeggio di anime, comicità fisiche di sottili nature in una normalità disarmante di obbligata riflessione.
Un cabaret in piena regola, direttamente ispirato al genere tingeltnagel. Voci e corpi si incastrano in canti e danze al limite della farsa. Siamo tutti dentro e il crash non è più rimandabile. L’interazione di più linguaggi scenici è alla base della creazione, la voce è in continuo dialogo con il corpo, la passione laica dei nostri tempi ha cominciato il suo corso.

 

 

Posted on by Ruth

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