Percorsi d’arte a Berlino: l’Hamburger Bahnhof

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L’offerta culturale berlinese è noto essere molto ricca. Chi abita questa meravigliosa città non ha che l’imbarazzo della scelta tra musei, allestimenti a cielo aperto, mostre ed eventi; è probabilmente questo uno dei principali motivi per cui Berlino attira tanti artisti e turisti.

Scegliere una meta di questo tipo per trascorrere la fredda Pasquetta berlinese non è stato difficile, quindi sono stata per la prima volta all’Hamburger Bahnhof.

L’edificio, oggi sede del museo di arte contemporanea, risale alla metà del XIX secolo e la sua originaria funzione era quella di stazione ferroviaria: l’architettura imponente e lineare è caratterizzata dalla facciata neoclassica incorniciata da due torri gemelle, dalla grande hall d’ingresso e da due ali simmetriche che abbracciano il giardino antistante l’edificio. L’Hamburger Bahnhof è una delle tre sedi della Nationalgalerie ed è dedicata alla “living art” a partire dal 1960. Lo spazio espositivo è di 13.000 mq.

Le ampie sale offrono la location ideale per contemplare le tele apparentemente scarabocchiate di Cy Twombly o uno dei famosi ritratti di Mao di Andy Wahrol, a cui è dedicato un posto d’onore. Le opere di questi artisti fanno parte della collezione Marx che è una delle offerte permanenti del museo, che ospita spesso installazioni e performance come quella di Ryoji Ikeda.

Il compositore e visual artist giapponese ha qui allestito (fino al 9 aprile)  il suo progetto “db” (abbreviazione di decibel): un’opera concettuale dedicata agli opposti, un percorso sensoriale totalizzante e a tratti destabilizzante. Così come le lettere d e b sono speculari, secondo questo principio sono dislocate le due aree dedicate all’esposizione: simmetricamente situate nelle due ali del museo, una è dedicata al colore bianco, l’altra al suo opposto, il nero. Se nella prima il bianco totale quasi acceca (e a me personalmente ricorda il video The Universal dei Blur), nell’altra l’oscurità è interrotta solo da un potente fascio di luce proiettato e da numeri che scorrono ininterrottamente sulle pareti. All’uscita delle due stanze un pannello ospita parole con significati opposti e che nella loro semplicità invitano alla riflessione: le coppie destroy – build, doubt- believe, do-be sono solo alcuni esempi.

Purtroppo questa installazione non è più visibile,ma  l’Hamburger Bahnhof offre sempre appuntamenti interessanti e, anche se si visita senza un’interesse preciso per un artista in particolare (come ho fatto io!), regala sempre sorprese.

Il museo si trova al numero 50-51 di Invalidenstrasse ed è chiuso al lunedì. Per maggiori informazioni, consultate il sito http://www.hamburgerbahnhof.de.

Posted on by angela.nicoletti in Cultura, Musei, Turismo

One Response to Percorsi d’arte a Berlino: l’Hamburger Bahnhof

  1. Mauro

    Veramente museo bellissimo, io ci ho trovato la mostra “Claud cities” di Tomàs Saraceno, e sono rimasto veramente sbalordito. per chi vuole vedere ho delle foto in questo album a berlino:
    http://www.flickr.com/photos/27586713@N05/sets/72157629052084497/

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