Mostra a Berlino Hitler e i Tedeschi / Hitler und die Deutschen.

hilter und die deutschen

Ieri pomeriggio ho finalmente trovato il tempo per andare alla mostra HITLER E I TEDESCHI. La comunitá popolare ( Volksgemeinschaft) e il crimine organizzata dal Deutsches Historisches Museum di Berlino, e mi sono ritrovata, insieme a tantissime altre persone di ogni nazionalitá , sesso ed etá ( perché erano presenti anche dei bambini)  immersa in 15 anni di storia.

Purtroppo alle 18 siamo dovuti uscire dalla mostra e io non ho potuto vedere l’ultima parte, dalla guerra in poi. Ho tempo di rimediare fino al 27 Febbraio 2011, ultimo giorno in programma.

La mostra ha avuto solo da metà Ottobre a fine Dicembre ben 160.000 visitatori, e nel 2010 sono stati ben 915000, un vero e proprio record. il 28% sono di Berlino, il 40% da altri Länder tedeschi, il 32% da altri paesi.I Tedeschi cercano evidentemente una risposta.

Prima che questa mostra venisse inaugurata ci furono molte polemiche a riguardo, come si poteva allestire una mostra quasi in suo “onore?” E invece, andandola a vedere, si capisce che questa mostra non solo infrange un tabù, ( nonostate a Berlino ci sia anche,  il centro Topographie des Terrors, piazzato nei pressi del  bunker dove Hitler si suicidò, e da poco arricchito con un edificio moderno nel quale vengono mostrati gli anni delle deportazioni e degli stermini di massa), ma mette al centro della mostra il rapporto che si era venuto a creare tra Hitler e i cittadini.

Si cerca di seguire e soprattutto di capire, in un percorso cronologico e arricchito da foto, raccolte di giornali, diari, filmati, poster, lettere e molto altro ancora, come questo personaggio sia riuscito non solo ad ottenere il potere ma anche a conquistare e ad ammaliare un popolo cosí acculturato come quello tedesco.

Si parte quindi dall’infanzia di Hitler e dalla sua ascesa al potere  ( viene ricordato che Mussolini era per Hitler un vero e proprio idolo) grazie all’aiuto di politici e personaggi dei salotti di Monaco di Baviera, per continuare con il colpo di stato e i vani tentativi di opporsi da parte degli altri partiti  a ció che in brevissimo tempo, diventó una vera e propria dittatura. Ci si rende conto come Hilter salí al potere in un clima di terrore e oppressione, e quali grandi ruoli abbiano giocato nella sua ascesa da una parte la mancanza di un’opposizione compatta  :”non c’era una maggioranza nel Reichstag neanche per la Grande Coalizione e questo incoraggiò i sostenitori della NSDAP a manifestare le loro richieste di potere con una violenza e un terrore crescenti. A partire dal 1930 la Repubblica scivolò sempre più in uno stato di guerra civile “( wikipedia), dall’altra l’uso sfrenato di una propaganda violentissima e veramente devo dire purtroppo egregiamente organizzata.

E cosí viene mostrato come Hitler insieme alla sua politica razziale entró nelle case di ogni singolo tedesco (volente o nolente) usando ogni tipo di strumento ( dal libro, alla canzone, alla lanterna con la svastica per la processione di S.Martino), e fece a mio giudizio un vero e proprio lavaggio del cervello a buona parte del popolo. La costruzione di nuove autostrade, i soldi investiti in tecnica, macchine, i posti di lavoro,il regime di terrore e  la continua propaganda nazista e tante altre concause di cui si discute ancora oggi sono tanti dei motivi per cui un  intero popolo ha alla fine dato sostengo ad un tale leader, fino alla distruzione finale.

Il tristissimo tema della Volksgemeinschaft (la comunità popolare) e di come l’intero popolo tedesco venne suddiviso in due categorie principali viene anche trattato con dovizia di particolari. La divisione avvenne tra i Volksgenossen, appartenenti alla Volksgemeinschaft, e i Gemeinschaftsfremde (stranieri della comunità) , che sarebbero tutti gli individui di origine ebraica, gli zingari, i portartori di handicap  e molti altri ancora. Ho qui assistito ad una scena di un padre che, con in braccio un bimbo piccolo addormentato,spiegava molto seriamente al suo altro figlio che avrá avuto massimo 10 anni, che tutte le persone sono uguali, e che per Hitler no, non lo erano affatto.

POtrei stare ore a raccontare le emozioni, la rabbia, lo sgomento e l’incredulitá che mi ha lasciato questa mostra, ma preferisco ricordarvi in tempo di andare a vederla di persona prima che finisca. La hanno giá prolungata fino al 27 Febbraio e non so se concederanno il BIS. Penso che tutti noi che abitiamo qui o che ci vogliamo abitare abbiamo il dovere di conoscere  la storia di questo popolo, passato dalla dittatura nazista con tutti i suoi crimini e le sue colpe, alla tragedia del muro ( quindi da vedere il museo check point charlie). Perché é solo conoscendo a fondo la storia del passato e non scordandosi mai delle colpe e dei delitti commessi come quelli atroci della seconda guerra mondiale, avvenuti nel cuore dell’Europa ( e noi Italiani ne abbiamo anche fatto parte), che possiamo evitare sbagli futuri.

Mi scuso se ci sta qualche errore di grammatica ma si sono fatte le due di notte anche oggi.Ricordo nuovamente a chiunque voglia partecipare a questo blog con qualche articolo interessante su musei, universitá, eventi o informazioni,di non esitare a mandarmi un’email.

Qui il link per la mostra http://www.dhm.de/ausstellungen/hitler-und-die-deutschen/index.html

Deutsches Historisches Museum

Unter den Linden 2

Hinter dem Zeughaus

+49 – (0)30 – 20304 – 444

Orari di apertura

Tutti i giorni 10 -18:

Venerdí 18-21

Prezzo: 6 euro, fino a 18 anni gratis

Posted on by Ruth

9 Responses to Mostra a Berlino Hitler e i Tedeschi / Hitler und die Deutschen.

  1. Isabella Dominici

    sono contenta che l´hanno prolungata.Anche io quando ci sono andata sono rinasta delle ore,e nonostante cio`, non ho fatto in tempo a vedere tutto.Tre cose mi hanno colpito molto: le cartoline dei bambini a Hitler,Il Mein Kampf scritto in Brail per i ciechi…e la quantita`di gadgets propagandistici a tema nazionalsocialismo che c´erano.Mi e`veramente piaciuta molto!

  2. Roberto Conte

    Ottimo articolo! Mostra estremamente e veramente istruttiva, e forse non è un caso che solo ora sia stata allestita. Dalla fine della Seconda Guerra Mondiale molti tedeschi hanno vissuto il tormento di quello che è successo, una sensazione del tutto invasiva. Era per forza di cose necessario lasciare che questo dramma enorme venisse quantomeno in parte elaborato prima di iniziare a compiere qualche passo in più. Quello fatto con questa mostra è, secondo me, un grandissimo passo in avanti, nella direzione – come dici giustamente – di capire.

    Siamo abituati ai filmati sui lager, sui raduni del NSDAP a Norimberga…ma siamo molto meno in grado di immaginare una lettera scritta da un bambino per il compleanno del Führer, oppure la presenza della simbologia nazista in ogni aspetto della vita quotidiana, dai calendari ai ventagli. Si tratta senz’altro di un passo avanti enorme nel cercare di capire come sia stato possibile che il nazismo abbia potuto fare quello che ha fatto penetrando in modo sottile in tutti gli aspetti della vita delle persone (in questo senso si riesce a capire in modo più profondo il significato del termine “totalitarismo”). Fa un certo effetto pensare poi che questa mostra si trova proprio qui, sullo stesso Unter den Linden dove gli stivali nazisti marciavano trionfanti e a due passi da Bebeplatz, dove bruciarono migliaia di libriò.

    La mostra espone tra l’altro oggetti veramente impressionanti, come la gigantesca aquila che sovrastrava la Cancelleria del Reich (con un’ala bucata durante gli scontri a Berlino) e in seguito trafugata a Mosca come bottino di guerra, o un drammatico tessuto con le stelle gialle che indossavano gli ebrei, alcune già tagliate.

    Segnalo inoltre che con 6 euro è possibile anche vedere il resto del museo oltre alla mostra (per gli standard di Milano è incredibile).

    Davvero consigliatissima.

    PS: solo una piccolissima precisazione (a rischio di sembrare troppo pignolo!). Topographie des Terrors si trova nell’area in cui erano situati le sedi centrali della Gestapo e di altri servizi di sicurezza, mentre il bunker di Hitler si trovava un po’ più a nord.

  3. exit

    Grazie, molto interessante, non sapevo di questa mostra. La settimana prossima sarò a Berlino per qualche giorno, farò in modo di non perdermela. Sai, la prima volta che sono stata a Berlino e vedevo le “cicatrici” del Muro lungo le strade non potevo fare a meno di chiedermi “Come è potuto accadere?”. Poi sono tornata in Italia, in pieno berlusconismo, un Italia imbottita di propaganda e mi son detta: ok, è chiaro, un popolo può perdere la ragione, può essere facilmente guidato verso la rovina.
    Mostre come questa sono importanti, altamente educative perché insegnano a leggere la realtà – anche il quotidiano – da tutti i punti di vista. Mai abbassare la guardia.

  4. Ruth

    Oggi mia sorella ha portato mio figlio maggiore, 7 anni e mezzo,alla mostra. Una cascata di domande, fino allo sfinimento. Mentre giocava a biliardino col fratello piú piccolo, la sera, gli raccontava di Hitler e dei libri bruciati (ovviamente il tutto gli é stato spiegato con toni e modi adatti alla sua etá) e non ha smesso di farmi domande fino a che gli occhi non gli si sono chiusi. Dovremmo istruire i nostri figli alla storia sin da piccoli, certo nel rispetto della bellezza e della spensieratezza dell’infanzia, ma senza mai dimenticare che i bambini di oggi saranno gli adulti di domani. E il domani arriva piú in fretta di quanto crediamo.

  5. Pasquale Incoronato

    Andrò venerdì a visitare la mostra. Avevo seguito la discussione tedesca sui rischi di celebrare il nazismo e il culto della persona con questa mostra. Spero di ricevere dal vissuto di quel tempo qualche elemento che sappia dare una risposta a quel “come è potuto accadere?” per poter meglio rispondere agli amici tedeschi che mi fanno la stessa domanda.

  6. elenaccia

    nemmeno io me la sono persa: davvero epocale.

  7. Sergio

    La mostra è interessante.
    Da abbinare alla Topographe des Terrors.
    Un grosso difetto riscontrato è la scarsità delle spiegazioni in inglese (quasi assenti)
    ps audioguide solo tedesco e inglese

  8. Libreria La Fenice

    Possibile reperire il catalogo della mostra?
    Grazie

  9. Ruth

    http://www.dhm.de/ausstellungen/hitler-und-die-deutschen/katalog.html

    devi mandare un’email all’email lá segnata e dire che lo vuoi comprare, ti spiegano loro poi come fare.

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