27 Gennaio: Il giorno della memoria

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Questo articolo in realtá é stato scritto un anno fa, quando Carnevale e giornata delle memoria hanno burlescamente coinciso, da mia madre Annabella ( autrice giá di 2 articoli I love Berlino), ma per una serie di motivi non é stato pubblicato. Lo pubblico oggi, in memoria di questa giornata.

Il Giorno della memoria ricorre annualmente il 27 gennaio , data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz nel 1945.
E’ una giornata in ricordo della Shoah http://www.junior.rai.it/giornatamemoria/shoah.htm cioè lo sterminio del popolo ebraico. Una giornata per ricordare e soprattuto mai dimenticare che durante la seconda guerra mondiale, milioni di uomini, donne e bambini sono stati perseguitati con le leggi razziali http://www.romacivica.net/novitch/LeggiRaz/ e portati nei campi di concetramento da dove, solo in pochi sono tornati.
Sono arrivati insieme: il Carnevale e il Giorno della Memoria. Non so perché, ma nei miei pensieri si fanno compagnia. Cercherò di chiarirmelo strada facendo. Racconto un fatto che conosco ed un altro di cui sono stata testimone. 1) Il rabbino Elio Toaff, giovanissimo, già di fronte al plotone d’esecuzione, fu graziato da una SS per il solo fatto di pregare in attesa di essere ucciso.

Ma ancora adesso il rabbino, ormai 90enne, si rifiuta di attraversare lo spazio aereo sopra il territorio della Germania.2) Il giorno di Capodanno ero a pranzo con delle persone che mi sono molto care, in un ristorante del ghetto romano. Lo chef esponeva velocemente le prelibatezze della cucina ebraica ma, richiesto di parlare lentamente perché uno dei commensali, tedesco, non riusciva a tenergli dietro, la risposta cortese ma dura, fu: conosco molte lingue, ma non penso proprio di imparare il tedesco. In un attimo, guardando quel giovane Berlinese gentile, rispettoso e con dentro ancora i segni delle 2 generazioni precedenti, ho sentito il cuore allargarsi sofferente ma accogliere questi pensieri apparentemente contraddittori.

Non solo le  colpe, ma anche le sofferenze dei padri gravano suoi figli.3) Cos’è la festa di Purim presso Israele? E’ un po’ come il nostro Carnevale, il luogo dove ruoli e stati sociali si capovolgono. Noi, nel Giorno della Memoria, giustamente per certi versi, ricordiamo i frutti velenosi del nazismo, ma veliamo come una vedova inconsolabile le atrocità che ALTRI – pensiamo – hanno commesso.

In Israele,a Purim, c’è una partecipazione affollata di tutti, un coinvolgimento chiassoso e vitale con la storia di Ester e – come nel Rochy Horror show – si interviene, si battono i piedi, si tirano  oggetti e ci si scatena, come la curva sud durante il derby, soprattutto quando entra in scena l’orribile Aman, l’Hitler di allora. Non siamo nati tutti Pulcinella, che le prende sempre, anche perché poi Pulcinella non ce la fa più e con un randello rimette a posto tutti e tutto. Come contrappunto, nel Giorno della Memoria, tutta Israele si ferma e tace, per 5 minuti. Il quel silenzio traumatico c’è tutta la NON-RISPOSTA alla domanda che mai sarebbe dovuta nascere: “ Perché la Shoah ?” C’è una scena ne “ La vita è bella “in cui Benigni tiene in braccio il figlio addormentato, mentre intorno sale la nebbia; questa non gli impedisce però di intravedere una sfera enorme, formata da corpi umani, pietosa scultura di Pommodoro. La nebbia di dentro scompare: “ ma dove sono capitato? “.

La nostra generazione porta tra le braccia i propri figli e, anche se la nebbia rimane,  deve svelare quello che è stato il secolo passato, sempre tenendo fra le braccia i propri figli. Anche con la nebbia si può vedere, anche se vedere non sempre significa capire. Invece  lascio volutamente nella nebbia la storia di Ester. Chi vuole, la cerchi nell’Antico Testamento. Sarà una sorpresa illuminante.

Posted on by Ruth in Varie

8 Responses to 27 Gennaio: Il giorno della memoria

  1. silviagoi

    Ancora solo dieci anni fa avrei capito la scelta. Oggi vedo solo la riproposizione di una formula sicura per ottenere una certa fascia di ascoltatori, un passo molto cauto, non aperto e provocatorio come negli anni settanta. Non ha mai avuto modo di cambiare idea? E’ una testimonianza fondamentale. Più che altro penso: una scelta fatta da una posizione di rilievo come la sua, di parlare italiano e altre lingue, ma non tedesco, è seguita da molti? Non negano così all’acqua tedesca una linfa
    magari necessaria? Molte strade conosce la divisione.

  2. Elisabetta

    Molti anni fa gli ebrei erano perseguitati dai tedeschi. anche se sono passati molti anni provo disgusto e dispiacere per quello che hanno fatto i tedeschi, solo per paura di prendere paghe inferiori a quelle degli ebrei. Nonostante io ho parenti tedeschi, non posso pensare come hanno potuto fare una cosa del genere.

  3. Carmen Bottazzi

    Vorrei condividere questo tristissimo ricordo in memoria di mio padre. Grazie

  4. RUGGERO MUZZI

    Quanto successe in quel di Auschwitz fu di una
    Crudeltà inaudita come sia potuto accadere ancora non mi capacito ma quello che mi fa
    Più imbestialire che c’è ancora qualche coglione
    Che pensa che tutto ciò non sia mai accaduto
    E sono questi da eliminare perche sono loro ancora pericolosi.
    Per favore non dimentichiamo
    RUGGERO muzzi

  5. Bessone Giovanni

    tristezza…la ns crisi odierna, nn è nulla al confronto!!

  6. alessandro

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