21 anni dopo la caduta del muro di Berlino

marx engels

Gaetano scrive un articolo per non far passare inosservato il 21esimo anniversario della caduta del muro. Un anno fa tutto il mondo guardava Berlino con i suoi domino…a quanti di voi ieri é passato di mente, che ieri era l’anniversario della caduta? A me, personalmente, sarebbe successo se non avessi ricevuto l’articolo di Gaetano. Grazie!

Il 9 Novembre del 1989, Giovedì, alle ore 11.36 mi trovavo a scuola. Frequentavo la prima elementare e in quel giorno, probabilmente, avrò preso delle bacchettate sulle mani. La maestra era comunista, perciò era nervosa. Ma io un alibi ce l’avevo. Lei no. Come la sua generazione. Nel Novembre ’89 mi piegavo anch’io al mondo occidentale: stavo imparando a leggere e scrivere secondo i dettami e lo stile dell’Occidente, così il cirillico veniva messo definitivamente da parte. Mi informavo attraverso i discorsi dei “Grandi” della (mia) Terra: mio padre e gli zii.

Li immaginavo con delle uniformi militari, pronti a difendermi, mentre annunciavano una probabile rappresaglia dell’Armata Rossa. Ma Gorbachov non era Stalin. La “nomenklatura” del 1989 la ricordo bene: Gorbachov, Bush, Kohl, Brehme, Matthaeus, Klinsmann, i 3 tedeschi dell’Inter e miei idoli d’infanzia. Giocavano nella Germania Ovest e non riuscivo a capire perché esistessero 2 Germanie: Ovest ed Est. “Perché non si uniscono? Così sono più forti…”- chiedevo a mio padre. Ero ignaro dell’esistenza del “Muro”. Oggi, 9 Novembre 2010, Martedì, mi trovo nel cuore di Berlino Est, fra la Rosenthaler Strasse e il DDR Museum, di fronte c’è il Berliner Dom e la Sprea con i suoi battelli per turisti infreddoliti. A poche centinaia di metri c’è la statua di Marx ed Engels ad Alexanderplatz, sistemati in una gabbia, danno le spalle al simbolo del “progresso socialista”: la torre della Televisione. I padri del Comunismo si rifiutano simbolicamente di vedere cosa è diventata oggi quella piazza. Ed è giusto così. 21 anni dopo, Alexanderplatz è un grande centro commerciale dove i simboli del capitalismo sono ovunque. Marx ed Engels sono prigionieri politici in quella gabbia. Per loro non c’è pace. Il loro sguardo volge verso l’ex Palast der Republik. Demolito. Lì ci vorrebbe una maxi insegna pubblicitaria:”Il Comunismo è come il 56k: tutti ne erano entusiasti, poi è stato messo da parte. Ora scegli la flat €uro$ollaro !”. E nulla rimane de “Il Manifesto del PC 2.0”.


Posted on by Ruth

2 Responses to 21 anni dopo la caduta del muro di Berlino

  1. giada divisato

    Eravamo così piccoli e inconsapevoli mentre la nostra vita stava cambiando.
    Forse, inconsapevoli, lo siamo tuttora. Grazie Gaetano.

    PS. la foto è splendida!

  2. Giordano M. A. Saulino

    Ahaha, il buon vecchio Gaetano Erano secoli che non avevo più il piacere di leggerti. Quindi, continua, sennò so’ cazzi!

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