La caduta del Muro di Berlino

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[Ad un mese esatto dalle celebrazioni della caduta del Muro proponiamo un  interessante articolo di Eva che ringraziamo per averci inviato anche il suo contributo fotografico sull’East Side Gallery di Berlino. La Redazione]

Viene celebrato non solo in Germania, ma gli si dedicano tributi in tutta Europa; quest’anno infatti ricorre il ventesimo anniversario della caduta del Muro.É passato tanto tempo (o forse poco…?) da quel famoso 9 novembre 1989.


Uno degli aspetti più interessanti, per una “neue berlinerin” come me, é cercare di capire quali siano gli strascichi di quei lunghi 40 anni di storia, gli odierni sentimenti al riguardo, le memorie, i recuperi…
Va subito detto che per una straniera quale é chi scrive non é assolutamente un compito facile!

Camminando per le strade di Berlino sembra ormai di attraversare una città in tutto e per tutto unitaria, dalle strutture commerciali a quelle industriali e dei servizi, compresi gli ambienti di carattere artistico, locali e club; fino a qualche anno fa gli ex quartieri orientali erano famosi per i numerosi locali “alternativi” ed “underground”, adesso sembra come se gli stessi caratteri si siano dilatati, interessando sporadicamente e senza una tipica collocazione geografica tutta la città. La riunificazione é riuscita, le due parti della stessa mela sono praticamente uguali, ed il muro nonché la DDR appaiono memorie lontane. Sempre in una delle mie passeggiate, camminando per Karl Marx Allee (la promenade dell’est, orgoglio dell’urbanistica della DDR) mi guardavo intorno, ed osservando i palazzoni di stampo sovietico che la fiancheggiano (l’urbanistica di stampo socialista é ovviamente uno dei pochi segni ancora riconoscibili nei quartieri orientali della città) mi sono persuasa che, forse, la mia analisi peccasse di superficialità, e che i miei occhi avessero osservato sì, ma affetti da lieve miopia…

Un pò attraverso testi, un pò per mezzo di testimonianze dirette, ho scoperto che la realtà è assai differente da quella che, in qualità di poco più che turista, avevo percepito; il punto non è se sia riuscita o meno la riunificazione, ma come questo difficile e delicato passaggio sia avvenuto. Tutti abbiamo impresse nella memoria le immagini di quella fatidica notte in cui il muro crollò, la gioia di un popolo finalmente riunito, l’euforia degli Ossis per la neo libertà acquisita. Fu tutto velocissimo; caduto il regime socialista i berlinesi dell’ex DDR si affrettarono a voltare pagina, mettendo in soffitta vecchie abitudini, stili di vita, mentalità, etc. Da ovest arrivarono l’economia di mercato e le privatizzazioni; le vecchie industrie e strutture economiche furono smantellate ed il sistema giuridico nonchè le norme costituzionali della Repubblica federale furono semplicemente estese ad est.

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Insomma, fu un periodo di profondi ma rapidissimi cambiamenti, in cui l’est della città (ovviamente l’analisi va estesa a tutti i Länder orientali) divenne anche (soprattutto?) meta prediletta di molti speculatori pronti ad investire in questo nuovo “Far East”…Questo il processo che spiega l’attuale uniformità della città…
Ma a venti anni dall’inizio di tutto, superate le speranze e le illusioni di ciò che la democrazia avrebbe regalato, negli occhi di molte persone, anche se sedute ad un Mc donald, si legge del malumore. E della disillusione…Perchè nell’euforia e nel caos collettivo tutto della DDR è stato spazzato via, senza tentare un percorso di riforme che salvasse ciò che di buono vi era nel sistema, nella quotidianità, nello stile di vita…
Ecco allora nascere l’Ostalgiewelle, neologismo tedesco che alla lettera signica “onda di nostalgia dell’est”, e in pochi anni è divenuto un vero e proprio fenomeno di costume. Attenzione, nessuno rimpiange la DDR, anzi qui a Berlino sono molti i siti volti a testimoniare l’orrore dell’ex regime (in primis il Museo sulla Stasi, la terribile polizia politica che controllava i berlinesi nella Repubblica Democratica), ma è in corso un processo di riscoperta e di riappropriazione (non solo tra gli ex Ossis) di tutto quel che riguarda la cosiddetta DDR-Identität, dai prodotti commerciali alla musica, passando per alcune tradizioni. Ed ecco allora rispuntare in alcuni negozi o sulle bancarelle dei mercati musica orientale ufficiale e non, alimenti di un tempo (i famosi cetriolini sottaceto dello Spreewald), Ampelmännchen, siti per collezionisti e nostalgici…L’emblema di questo ormai ampio e diffuso fenomeno è probabilmente rappresentato dal ritorno delle mitiche Trabant, le vecchie e sgangherate utilitarie prodotte nell’ex Germania Orientale (alle quali è dedicato un raduno annuale a Zwickau), sempre più presenti nei loro colori pastello per le vie berlinesi, ristrutturate e catalizzate…
Come al solito un’ultima chicca: se l’argomento vi interessa vi consiglio vivamente il film “Good bye, Lenin!”, una commedia dal retrogusto amaro che tratta proprio degli argomenti di cui vi ho parlato…Lo stile di vita nella DDR, il crollo del muro, il processo di riunificazione…A mio avviso è una pellicola che merita, aprendo con leggerezza a degli spunti di riflessione; ma vi avverto…guardandolo è quasi inevitabile essere contagiati dalla famosa onda dell’Est…!


Posted on by Eva in Cultura, Varie

2 Responses to La caduta del Muro di Berlino

  1. carlo

    Complimenti Eva, un ottimo e interessante articolo. Si vede che conosci bene Berlino anche storicamente ! Si capisce che la ami e ci vivi !

  2. Paolo

    Eva complimenti davvero, un articolo superbo!

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