Ecco un bellissimo articolo di Federico Federici accompagnato da una testimonianza ( spero non sia l’ultima) di quel triste periodo…Grazie il tuo progetto é molto interessante ! Ruth

Foto : Dust resurrected from dust
Ho trascorso a Berlino molti mesi negli ultimi anni, cercando sempre una sistemazione diversa, impegnandomi a vivere, anche durante i soggiorni più brevi, come un abitante qualsiasi, non come ospite viziato.
La prima volta fu nel dicembre del 2001: presi una stanza in affitto a Blankenburg, in periferia. Mi innamorai subito di quell’orizzonte sfumato, frantumato da raffiche di vento, soffocato da un’ansia di neve che poteva cadere per giorni, con precisione estenuante, quasi a voler costruire da sola le montagne assenti. La mia finestra, aperta sul retro di un piccolo cortile, offriva una visuale bassa e sgombra del paesaggio, alimentando la sensazione di abitare davvero un avamposto sul nulla.
In quei giorni capii che Berlino, dal centro sino alla periferia più profonda, è una città da sempre sdoppiata: fissi un muro qualsiasi, la facciata di un edificio, un viale che sfonda l’infinito a un incrocio e ciò che è nell’occhio non esaurisce lo sguardo. È umana per questo: ti chiede di indovinare Read more