Monthly Archives: December 2015

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Speciale online: Dai “Gastarbeiter” alla fuga dei cervelli di Radio Colonia

Posted on by Valentina in Cultura, Curiosità, Società | Leave a comment

Migrare all´estero per fare fortuna e sperare in condizioni di vita migliore era ciò che molte volte spingeva gli italiani a trasferirsi in Germania. Simili motivi muovono  tutt´oggi i nostri connazionali.  Radio Colonia aveva già realizzato un reportage online sul fenomeno della nuova migrazione, trattato nell´articolo “Buon viaggio: il nuovo reportage multimediale di Radio Colonia su WDR”.

Laboratorio teatrale a Berlino, “La Germania che ho in testa”

Posted on by Valentina in Cultura, Teatro | Leave a comment

Per chi avesse voglia di cimentarsi con la recitazione, è ancora possibile iscriversi al laboratorio teatrale “La Germania che ho in testa” dal 19 al 30 gennaio 2016. Iscrizioni aperte fino al 20 dicembre. Per saperne di più, continuate a leggere l´articolo di Angela Nicoletti tratto dal suo blog Bitte Gerne. Teatro a Berlino: “La Germania che ho in testa”  

Ritorno al Lichtblick-Kino Berlin di “Inquilini ribelli – Mietrebellen”

Posted on by Valentina in Alloggi, Case, Cinema, Cultura, Film, Società | Leave a comment

  Ritorna a Berlino il film documentario di Gertrud Schulte Westenberg e Matthias Coers “Inquilini ribelli – Mietrebellen”. Attraverso le proteste degli inquilini viene raccontata la nuova realtà del mercato immobiliare di Berlino: i prezzi sempre più alti costringono gli inquilini attuali a cambiare casa. Questo è in breve il tema principale del film “Inquilini ribelli- resistenza contro la svendita della città”. La visione del film con sottotitoli in italiano avrà luogo domani, 13 dicembre, al Lichtblick Kino e sarà …

OGGI ORE 19! Il Progetto Artemisia – Una rete italiana in Germania a sostegno delle famiglie con bambini disabili

Posted on by Ruth in Burocrazia, Disabilità, Famiglia e bambini, Salute | Leave a comment

  Qualche giorno dopo la nascita della sua primogenita, Amelia sentì chiedersi se intendesse portare a casa con sé la neonata, oppure lasciarla in ospedale: la piccola Lia era una persona Down. Lo sconcerto di Amelia di fronte alla crudezza di questa domanda fu l’inizio di un’educazione vissuta come sfida: una sfida ai pregiudizi comuni, a istituzioni che spesso sembravano ostacolare più che aiutare, a un modo di intendere la disabilità, da parte della società tedesca, al quale il pensiero …