Mostra fotografica “Wirklich hier? / “Davvero qui?” di Stefano Buldrini al Rehagen-Bahnhof fino al 20.09.2015

 

Buon Venerdì a tutti! Per gli amanti della fotografia vi segnalo una mostra interessante al Bahnof Rehagen, un posto fuori dal tempo!  Qui potete trovare l’evento Facebook. Rimanete carichi perché domani torna l’estate con temperature vicine ai 30 gradi. Potreste unire la visita della mostra con qualche bella gita al lago Mellensee e poi godervi il cinema all’aria aperto, sempre al Bahnof Remagen: Rehagener Bahnhofstrasse 1a, 15838 Rehagen / Am Mellensee.

Il 18 Settembre proiettano il meraviglioso mondo di Amelie.
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Davvero qui?

La fotografia di Stefano Buldrini

Nel tempo presente, la tendenza della fotografia è sempre più quella di dire: io sono qui, io sono stato qui. Il fenomeno del selfie è solo il segnale più evidente di questa diffusa pratica della fotografia come testimonianza e certificazione. Guardando le foto di Stefano Buldrini si ha un’impressione diversa, anzi opposta. E’ come se l’atto di scattare una foto coincidesse con un’interrogazione: ma io sono qui davvero? quello che ho visto c’è veramente stato? E’ un singolare effetto di displacement che coinvolge l’autore, l’immagine, il tempo, lo spazio, noi che guardiamo, il soggetto fotografato.Per esempio. Buldrini fotografa un caffè nel centro di Milano. Siamo nel 2014: il caffè è in piena attività, affollato di turisti, frenetico, moderno. Ma l’immagine che scatta è un frammento del 1950-60 che si è smarrito nel 2014. I gesti, le attitudini, i volti, gli abiti delle signore nel caffè, ma soprattutto il tono della fotografia, ricordano le atmosfere dei primi film di Antonioni e di Pietrangeli: è un’Italia che si è perduta e che solo la sensibilità del fotografo riesce a fare riemergere. La stessa cosa avviene con la famiglia di tre persone sedutaa un tavolo, immaginiamo in un ristorante: le pose, il taglio dei capelli, la composizione, tutto rimanda a un’Italia che non esiste più, ed è insieme uno studio sulla solitudine e sul silenzio.C’è dunque una sottile tensioneinterrogativa nelle foto di Stefano Buldrini. E’ una ricerca che investe diversi terreni linguistici, il nudo ad esempio, che è un nudo sfaldato, dove ancora una volta la fotocamera agisce non come aggregatore ma come elemento disgregante; ma anche la rivisitazione di icone senza tempo in chiave pop. La forza di queste immagini staanche nella loro sconcertata capacità di far sorgere dubbi; nella loro inattualità, che le rende quanto mai attuali.

Qui potete trovare l’evento Facebook.

Francesco Maria Colombo

Posted on by Ruth in Cultura, Laghi, Mostre, Natura, Quartieri, Società

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