Intervista ad Elena, torinese di nascita e berlinese d´adozione

Elena, originaria di Torino, ci racconta la sua storia come cittadina adottiva di Berlino. Lavora in un´azienda E-Commerce, per la quale si occupa di gestire le relazioni con l’estero, lavorando quotidianamente in un team internazionale. Ha studiato traduzione ed interpretariato all´Università di Torino e trascorre la maggior parte del tempo libero in compagnia di amici tra locali, palestra e shopping, senza trascurare il fascino della città berlinese ricca di arte moderna ed eventi culturali.

Elena Berlino

Cosa ti ha spinto a lasciare Torino?

Torino è una città stupenda, è sinonimo di casa e la ricordo spesso in tutti i suoi colori e luoghi a cui sono molto affezionata, ma il motivo principale per cui ho lasciato la mia città è sostanzialmente la mancanza di stimoli nello scenario lavorativo e la (quasi) impossibilità di crescere professionalmente. Inoltre, pur lavorando da anni con le lingue straniere come traduttrice e interprete, esercitando quindi la professione che più mi appassiona, ho sempre sofferto un po’ della mentalità chiusa in generale in ambito lavorativo e non solo, non riuscendo mai ad accettare il ruolo dell’impiegata, del cosiddetto “posto fisso” e del rimanere per anni fossilizzata in un unico luogo. Ho sempre ambito a qualcosa di più per il mio futuro, a qualcosa di diverso, in un ambiente più internazionale di quanto non lo fosse la mia città. E in realtà quello che mi ha spinto di più in assoluto è stata la voglia di mettermi un po’ alla prova, di affrontare un nuovo inizio da sola, puntando unicamente sulle mie capacità in tutto, dalla ricerca di un lavoro, alla ricerca di una casa, all’ apertura di un conto e per tutte quelle cose che sembrano banali, ma che appena esci dal guscio protettivo di casa ti sembrano sfide insormontabili, soprattutto perché la tanto odiata e pomposa burocrazia esiste ovunque, non solo in Italia.

Perché Berlino? E cosa ti piace di più di Berlino?

Berlino è stata per me una meta voluta. Innanzitutto è considerata oggi come la Capitale Europea, dallo sfondo multiculturale, dove le culture più diverse si uniscono e convivono. Si tratta inoltre di una città molto moderna ed all’ avanguardia e di respiro internazionale, dove non si cozza subito con la “freddezza” della cultura tedesca. Specifico che questo passo l’ho compiuto non completamente da sola ma con il mio compagno che non aveva idea nemmeno di cosa fosse il tedesco, e ovviamente ambientarsi a Berlino dove si trovano italiani, spagnoli, inglesi, francesi eccetera ad ogni angolo è un impatto decisamente più incoraggiante rispetto ad una cittadina tipica tedesca più piccolina certo, ma dove sicuramente  è molto più difficile avere una vita sociale se non si conosce un po’ di tedesco di base.
Il passo decisivo verso Berlino è stato l’aver trovato lavoro in questa città.
Berlino è semplicemente fantastica, mi piace la sua modernità, mi piace l’aria internazionale che si respira e mi piace soprattutto la promozione della creatività: si  ha quella sensazione che da noi manca da tempo, ovvero avere la speranza di creare, di realizzare qualcosa e di poter progettare.

Se dovessi stabilire un paragone con la tua città natale, come lo descriveresti?

Difficile fare paragoni perché sono due città agli antipodi. Berlino non è l’isola che non c’è dove tutto è possibile. Si può avere fortuna certo, ma bisogna soprattutto impegnarsi e dimostrare di avere le capacità: nulla è dovuto. Vero è che se vali (in qualsiasi campo) vieni anche apprezzato, cosa che,  ahimè, in Italia non sempre succede per le motivazioni più svariate.

Torino resta sempre casa mia, un luogo legato a ricordi più o meno belli. Mi sorprendo sempre della sua bellezza ogni volta che rientro in Italia per le ferie, ma è un sentimento di gioia misto ad amarezza perché la trovo sempre più “invecchiata” ed arretrata.
Spezzando una lancia a favore di Torino, devo dire che non è per nulla facile reggere il confronto con Berlino, una città poliedrica all’estremo. Nonostante questo, bisogna riconoscere che le due città si assomigliano sotto il punto di vista urbanistico e architettonico, nelle forme e nelle tonalità dei palazzi, nel tocco industriale e di ricostruzione di cui entrambe, a modo loro, sono state testimoni.

Come definiresti la tua vita da quando ti trovi a Berlino?

In una parola: tranquilla. Senza ansia di pianificare, senza preoccupazioni guardando al futuro. Sono molto più serena rispetto a quanto non lo fossi prima di trasferirmi.

Cosa vi manca dell´Italia? 

Dire la cucina della mamma è ormai scontato. In realtà dell’Italia mi manca il sole, il calore. Non solo il bel tempo e le temperature estive, ma il calore e il temperamento delle persone. Il sorriso della gente che incontri per strada, le risate che provengono da un bar, le battute pronte che solo noi italiani capiamo, sentire qualcuno che canta o fischietta per strada e la luce negli occhi delle persone a te care che ti dicono bentornata a casa o che ti abbracciano anche se vi siete visti il giorno prima.

Grazie Elena!

Jennifer Maria Menegon

 

Posted on by Jennifer in Curiosità, Società, Varie

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