Berlino. Una città ecosostenibile.

Buongiorno, eccolo ritornato il sole per darci un Altweibersommer ( l’estate delle donne mature….per dire…la tarda estate…le caldane…). Infatti ora mollo tutto e vado a farmi una corsetta, mens sansa in corpore sano!Posto volentieri un altro articolo molto interessante dell’architetto Vincenzo Guzzo,  la cui attività vi abbiamo presentato qui: http://www.italianiaberlino.it/2014/08/29/architetti-italiani-a-berlino/

Ah..a proposito di ecosostenibilitá….La classe di mio figlio più grande ha bisogno del vostro voto! Una bellissima iniziativa per la tutela dell’ ambiente, per stimolare l’uso delle buste di stoffa invece di quelle di plastica. Inoltre anche  il tentativo di fare il record mondiale con la catena di buste di plastica più lunga del mondo:
Quando: 20.09.2014 ore 16, catena umana, Umweltfest ( festival dell’ambiente) ore : 14-19
Dove: Tempelhofer Feld, entrata Oderstr.

IMPORTANTE:  alcune classi hanno partecipato a questa iniziativa creando delle bellissime opere fatte con buste di stoffa: per favore, date il vostro voto per classe di mio figlio Leone: é l’ultimo dei cinque, il mondo. Abbiamo bisogno dei vostri voti! Cliccare su “Ich mag” – così si da il proprio voto! Grazie a tutti!
http://berlintuetwas.de/wettbewerbseinreichungen/

Buon proseguimento di settimana!

Ruth

 

Berlin_Tiergarten_Siegessäule_Luftansicht

 

Berlino è da sempre considerata una delle città più verdi d’Europa: arrivando in aereo, ogni volta mi colpisce molto come il tessuto urbano si presenti ricco di aree verdi, aree che si alternano in maniera continua con il tessuto urbanizzato.

Basti pensare che il 20% del territorio Berlinese è caratterizzato da aree verdi.

Oltre all’importantissimo Tiergarten ( immenso parco cittadino che si trova proprio nel centro della città, con un estensione di circa 210 ettari ), vi sono numerosissime aree verdi che rendono la città estremamente vivibile a tutta la cittadinanza ( es. Schlosspark Charlottenburg, Pfaueninsel, Volkpark Friedrichain,o magari il futuro parco dell’ex aeroporto di Tempelhof e l’orto urbano di Kreuzberg).

Anche il modo di vivere a Berlino è estremamente ecologico: basti pensare alle numerosissima piste ciclabili ( che si estendono per ben  oltre 1.000 km.) che rendono facili gli spostamenti i

n qualsiasi parte di Berlino a tutti i ciclisti ( nella capitale tedesca un cittadino su otto si muove in bici).

Questi ultimi sono considerati delle vere istituzioni: nei miei spostamenti a piedi in città ho imparato che non si cammina sulle piste ciclabili, pena una valanga di insulti da parte dei ciclisti!

Importante è anche il tema dell’alimentazione: molti sono infatti i negozi “Bio” che stanno aprendo nella capitale negli ultimi anni ( in linea con l’esponenziale aumento del fatturato in Germania  legato al mercato biologico, pari a circa 5,8 miliardi di euro nel 2009). Forse uno dei quartieri più caratterizzati da questo fenomeno è quello di Prenzlauer Berg.

Per deformazione professionale mi piacerebbe evidenziare come il tema ecologico di Berlino si evidenzi anche nell’architettura cittadina.

La necessità, sempre più importante, di progettare e realizzare edifici sempre meno bisognosi di energia, ha spinto molti studi di progettazione architettonica a realizzare immobili a consumo ( quasi) zero.

Molti sono gli esempi di architettura presenti a Berlino che vanno in tale direzione.

Uno su tutti è forse uno dei principali simboli della città: il Reichstag, progettato dall’arch. Inglese Norman Foster ed attuale sede del Parlamento Tedesco.

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Oltre ad essere giustamente considerato uno dei simboli della riunificazione tedesca, e inoltre considerato un edificio “energeticamente intelligente”:

  • Il cono rovesciato presente all’interno della cupola permette di convogliare la luce solare all’interno dell’aula del parlamento
  • Un efficientissimo impianto di ventilazione meccanica controllata permette di recuperare il calore presente nell’aria viziata che invece viene espulsa verso l’esterno ( con un notevole risparmio di energia termica)
  • l’impianto di riscaldamento viene garantito per il suo 50% da fonti a bio massa, che vanno ad alimentare una propria centrale di cogenerazione molto innovativa.

Un altro famosissimo esempio è stato realizzato nella Fasanenstrasse al civico 87.

 

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Si tratta di un prototipo di edificio autosufficiente, in grado di prodursi da solo tutta l’energia necessaria al suo funzionamento.

Realizzato grazie ad un concorso indetto nel 2010 dal Ministero dell’Edilizia in collaborazione con l’Università e la Camera degli Architetti e degli Ingegneri, l’F28 è un edificio a zero consumo di energia ( casa passiva) e realizzato con materiali che possono totalmente essere riciclati una volta demolito l’edificio.

Trattasi di un’abitazione monofamiliare disposta su due livelli di circa 140 mq. totali, composta da tre camere da letto, soggiorno, cucina e servizi igienici. L’energia viene prodotta anche dai pannelli fotovoltaici presenti in facciata. L’energia prodotta permette anche di fornire corrente elettrica per tutti gl elettrodomestici della casa e a ricaricare addirittura le batterie dell’auto elettrica.

Ma tantissimi altri possono essere gli esempi da fare: dall’intervento di riqualificazione di Postdamer Platz ( dove molti tetti dei nuovi edifici sono dotati di un sistema di terrazzi a verde, che oltre a migliorare la tenuta termica dell’edificio, permettono di raccogliere e riutilizzare l’acqua piovana per l’irrigazione dei giardini o per l’uso degli scarichi domestici, con un risparmio annuo di circa 2.500 mc di acqua); al nuovo centro direzionale del Parlamento tedesco, ai nuovi edifici con struttura portante in legno che cominciano a segnare il passo verso un nuovo modo di fare architettura ( ad esempio l’edificio di sette piani realizzato sulla Esmarchstrasse).

Ma il concetto di risparmio energetico non deve solo ed esclusivamente essere affrontato nella realizzazione dei nuovi edifici: molti sono gli immobili esistenti che potrebbero “funzionare meglio” se seriamente riqualificati e ristrutturati. Il 60% delle fonti energetiche in Europa serve per riscaldare questi alloggi che energeticamente parlando sono da considerarsi dei veri “colabrodi energetici”.

Le politiche comunitari vanno tutte in questa direzione e Berlino pare essere sulla buona strada!

Posted on by Ruth in Architettura, Cultura, Quartieri, Società, Turismo, Varie

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