Architetti italiani a Berlino

Buon pomeriggio, anche questo mese sta volgendo al termine e purtroppo non sto parlando di un mese qualunque…bensì del mese di Agosto…Ricordo che quando ero ragazzina e andavo a scuola, mi emozionavo ogni anno a tornare a scuola….eravamo tutti più alti, più abbronzati, più biondi, e con tante esperienze romantiche o avventurose da raccontarci… Oggi le cose sono cambiate ..oggi sono i miei figli che tornano a scuola per raccontarsi le avventure con i propri amici, e io devo ammettere da una parte di essere sempre un po’ triste quando torno dal Salento, dall’altra di tirare un sospiro di sollievo quando dopo sei settimane di ferie la scuola ricomincia e noi genitori ritorniamo a “respirare”. E chi é genitore capisce cosa intendo, con tutto l’amore per i propri figli. Infatti ora che la scuola é ripresa e si torna alla normalità…riesco ad occuparmi di nuovo del blog. Oggi vi voglio postare un articolo di Vincenzo Guzzo, un architetto e titolare dello Studio Guzzo,  che ha spostato parte della sua attività a Berlino e ci racconta qualcosa sulla sua esperienza. Buona lettura e buon fine settimana :) Ruth

studio

L’Italia è considerato il “paese degli architetti”: in tutta la nazione il numero degli iscritti ammonta a circa  125.000 ( dato al 2005 e comunque triplicato negli ultimi 20 anni), mentre in Germania il totale è pari a 50.000. Infatti il rapporto tra architetti e numero  abitanti in Italia è pari a 1 ogni 470, contro l’1 a 1640 tedesco. Tale dato trova inoltre fondamento nel numero di iscritti alle facoltà di architettura italiane, assai più elevato rispetto alle restanti capitali europee.

Inoltre la stragrande maggioranza degli studi italiani sono costituiti mediamente da 1 – 2 persone, contro una media europea che si attesta intorno a 5 – 6  persone. Infatti la frammentarietà è sintomo di una visione limitata ai propri interessi, poco incline al confronto con altri professionisti ( anche e soprattutto multidisciplinari) e all’esplorazione di altre realtà.

Nell’ultimo periodo molti architetti italiani hanno e stanno trasferendosi  Berlino per tentare una nuova strada professionale. Ad attirare è sicuramente la quantità di lavoro che negli ultimi anni ha animato la città. Penso al tema del recupero del patrimonio esistente, che a causa di una sempre più forte richiesta di casa, potrebbe diventare  la nuova frontiera dell’architettura.

Un primo scoglio è sicuramente la lingua: l’inglese, se pur importante e parlata da molti, non risulta essere sufficiente per lavorare. Occorre quindi armarsi di pazienza ed “affrontare” un corso di tedesco, lingua affascinante ma abbastanza ostica! A settembre inizierò un corso e il pensiero già mi fa venire i brividi…

Poi per poter praticare la professione occorrono due anni di praticantato presso studi di architettura Berlinesi ( anche se si è già iscritti presso un proprio ordine professionale). Il concetto ( tutto italiano) dell’esame di stato non esiste: l’abilitazione si “conquista sul campo”!

Un consiglio che mi sento di dare agli studenti di architettura in Italia è quella di ipotizzare, all’interno del proprio bagaglio culturale, un ERASMUS a Berlino.

 

Chi siete?

Siamo uno studio di architettura che lavora nella provincia di Milano da circa 15 anni con un team di professionisti che opera in diversi settori, dal residenziale al terziario/produttivo.

Cerchiamo di offrire un servizio completo a 360°, garantendo competenza e professionalità a tutti i servizi correlati alla nostra attività ( strutture, impianti, sicurezza, risparmio energetico, ecc.)

La nuova sede di Berlino.

Le statistiche confermano che molti professionisti italiani ambiscono a lavorare a Berlino, sia come liberi professionisti sia come collaboratori freelance. Molti ne abbiamo conosciuti e con qualcuno potremmo a breve intraprendere della collaborazioni. E’ infatti fondamentale cercare partners: è impossibile pensare di farcela da soli.

La crisi italiana alla quale insieme a molti studi stiamo cercando di resistere (direi quotidianamente) e la voglia di sperimentare nuove esperienze professionali ci hanno spinto a ragionare in tal senso.

E’ chiaramente un percorso difficile ( non solo per la lingua): il problema è farsi conoscere.

Mi pare di essere tornato indietro di 15 anni, quando appena aperto il mio primo studio, tempestavo di richieste e di telefonate ogni possibile “aggancio” lavorativo.

Devo dire che abbiamo avuto la fortuna di trovare degli interlocutori italiani già presenti a Berlino che ci stanno dando una grossa mano in questa prima fase conoscitiva.

 

Cosa vi aspettate dal mercato tedesco?

Cerchiamo di affrontare quotidianamente il nostro mestiere con divertimento e voglia di sperimentare cose nuove. Crediamo fortemente che per crescere ( non solo professionalmente) occorra sperimentare nuove strade e sondare nuove opportunità.

Berlino credo possa essere la città più adatta a tutto ciò.

Da qualche anno ci stiamo specializzando in progettazione di edifici ecosostenibili, investendo in corsi di formazione e aggiornamenti continui. Pensiamo che il futuro dell’edilizia in Europa vada e debba andare in questa direzione. La Germania è da anni ai primi posti per questo tipo di edilizia.

Mi piacerebbe fare l’esempio di due nostri cantieri in fase di completamento ( in provincia di Milano) che vanno in questa direzione:

  • il primo è un edificio residenziale di n. 11 alloggi in classe A con impianto geotermico e facciate fotovoltaiche. Un edificio completamente indipendente dalle fonti tradizionali di energia, in quanto in grado di garantirsi da solo l’energia necessaria per il fabbisogno invernale ed estivo
  • il secondo è sempre una palazzina residenziale di 16 appartamenti interamente realizzata con sistema costruttivo in legno ( XLAM). Anche questo edificio sarà una classe A e verrà realizzato in soli 7 mesi.

 

Berlino oggi è fortemente interessata da un dinamismo delle vendite da parte di molti  investitori stranieri ( anche italiani). Cosa ne pensate?

Nei primi mesi di “esplorazione” abbiamo notato come il mercato immobiliare berlinese sia molto attivo negli ultimi anni. I prezzi sono, per il momento, buoni e si può fare un buon investimento anche con un piccolo capitale. Poi Berlino è una delle più ambite capitali europee, in piano fermento culturale e sociale. Per chi volesse investire consiglierei sicuramente l’acquisto di un immobile a Berlino. I nuovi appartamenti costruiti hanno oggi un prezzo medio che varia tra gli 8 e i 10 euro al metro quadro per l’affitto “kalt” (cioè escluse le spese condominiali e per il riscaldamento) e sono quindi un’ ottimo investimento in considerazione del fatto che il loro valore potrebbe aumentare negli anni.

Credo che si stia verificando quanto avvenuto in Italia circa 6/7 anni fa, dove i prezzi degli immobili e la forte richiesta, hanno creato un forte dinamismo nelle vendite, anche se non seriamente accompagnato da una rivalutazione del patrimonio edilizio stesso. Molto spesso gli appartamenti venivano “imbellettati” per poi essere rimessi sul mercato a prezzi molto elevati. E’ mancata la lungimiranza di ipotizzare ad esempio  un discorso a più ampio respiro, magari legato al tema ( oggi più che mai importante) della riqualificazione energetica.

Perché un tedesco dovrebbe affidarsi ad uno studio italiano?

Noi italiani in Europa siamo spesso visti come improvvisatori e pressapochisti. Devo dire che le numerose esperienze italiane operanti a Berlino che abbiamo conosciuto negli ultimi mesi vanno invece in tutt’altra direzione. Abbiamo visto molto dinamismo e competenza e tutto questo fa onore al nostro paese.

Dal punto di vista tecnico, credo che non abbiamo nulla da insegnare ai tedeschi;  ma la nostra creatività e la nostra capacità di adattarci ad ogni situazione  ( anche le più disperate!!!) penso possa essere il nostro carattere distintivo.

Vincenzo Guzzo

Targhetta 21x4 cm - 02 (1)

 

Posted on by Ruth in Documenti, Lavoro, Studio

One Response to Architetti italiani a Berlino

  1. Cavalcatricedelleonde

    Da correggere: Ma, quella quota di abitanti per architetto in Germania avete “dimenticato” di dividerla per 4 ???
    1640 : 4 = 410 abitanti per architetto, e ci avviciniamo alla realtà media della repubblica federale tedesca che attualmente (2016) risulta di 430.

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