Taralli e Gummibärchen. L’ asilo Folli Folletti di Cantianstrasse 15 a Berlino

In questa tiepida e romantica serata di Giugno, quando le scuole stanno per finire e mia figlia sta per terminare il suo ultimo anno ( sigh)  di scuola materna all’ Asilo Italiano di Badenschestr. é con piacere che pubblico un articolo di Simone, che tratta proprio l’argomento asilo. Posso solo concordare con lui che il viaggio che i bambini fanno ( all’Asilo Italiano sono addirittura 5 giorni) é un’esperienza bellissima e di forte crescita per i bambini ma soprattutto per i genitori. I bambini vengono preparati molto gradualmente al viaggio, fanno un pernottamento di prova all’asilo, aspettano la famosa “Kinderreise” ( viaggio dei bambini) con trepidazione, e tornano felici, festosi, e sicuramente un pochino piú autonomi di prima. Inoltre il legame che si crea tra bambini ed educatori e tra  i bambini stessi si rafforza ancora di piú, come pure la fiducia dei genitori verso l’asilo. Mia figlia Alice da una parte é felicissima di diventare un Schulkind ( qui é un grande passo che i bambini fanno con molto orgoglio perché gli viene data una notevole importanza, e si festeggia con la famosa “Einschulung”), dall’altra già rimpiange da ora il suo amato asilo e soprattutto che quella di quest’anno é stata la sua ultima Kinderreise.  La gioia al rientro della Kinderreise é un sentimento indescrivibile, come anche la consapevolezza che in quei giorni i bambini sono stati bene anche e soprattutto senza di noi 😉 Buona lettura a tutti e finalmente buona estate! Ruth

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Un pullman si affaccia da dietro l’angolo tra Milastrasse e Cantianstrasse: siamo a Prenzlauerberg, vicino al Mauerpark.

Il conducente rallenta, accosta, accende le quattro frecce ed apre le porte. All’interno, nella parte posteriore, si trovano i bagagli accatastati, piccole valigie, zaini e qualche sacchetto.

Qualcuno dorme ancora, qualcuno con gli occhi un po´ assonnati si solleva e guarda fuori dal finestrino, sorride; qualcun altro è già lì che scalpita per potersi alzare.

Dall’altra parte dei vetri, sul marciapiede, una ventina di genitori aspettano i propri figli, sono stati via “solo” tre giorni, ma ad alcuni di loro sono sembrate settimane.

Una scena che sembrerà familiare a tutti, ma c’è un piccolo particolare che la rende, sicuramente per noi, cresciuti in Italia, straordinaria: chi torna dopo tre giorni di gita, con l’ aria un po’ arruffata, sono bimbi di due, tre, quattro e massimo cinque anni. Non adolescenti, dunque, ma bambini anche molto piccoli.

Mi tornano in mente le gite del liceo, in Italia, quando ad alcuni ragazzi non era permesso partecipare perché, secondo alcuni genitori, sarebbe stato potenzialmente “pericoloso”.

La differenza culturale è enorme e si riflette anche nella diversa postura con la quale i genitori italiani e tedeschi aspettano i loro pargoli. I primi confessano pianti e nostalgie, i secondi lamentano la durata, breve, della gita. Comune è, però, la gioia di rivedere i piccoli e tra baci ed abbracci tutti sorridiamo compiaciuti nel sentire da Leslie (la direttrice dell’asilo Folli Folletti di cui parliamo) che, tra le venti gite che ha già sulle spalle con altri asili, questa é certamente quella più riuscita. Alcuni bimbi, tra cui mio figlio (che allora aveva poco più di 3 anni), avrebbero addirittura voluto che la gita non finisse così presto, si sono decisamente divertiti e non hanno sentito molto la nostra mancanza.

La comunità italiana emigrata a Berlino e la generazione Italo-Tedesca sono, a Berlino, in continua crescita e sempre più famiglie cercano un asilo per i loro figli.

Prima che fosse creato l’asilo Folli Folletti, a Prenzlauerberg non c’erano asili bilingui che permettessero alle due culture e ai due mondi di potersi contaminare con indubbio beneficio dei bimbi e degli adulti.

Un gruppo di genitori capace di sognare e di rimboccarsi le maniche è riuscito, con grande determinazione, nell’impresa di fondare l’ asilo. È un cosiddetto Eltern initiative Kita, nato cioè su iniziativa dei genitori e gestito dai genitori stessi. Nel 2011 è nato FOLLI FOLLETTI, un asilo piccolo, di grande qualità.

I venti bambini che lo frequentano sono divisi in un gruppo dei piccoli (dal primo anno di età fino ai tre anni) ed in un gruppo dei grandi (dai tre anni fino all’inizio della Grundschule, la nostra scuola elementare). I due gruppi vengono bilanciati cercando di rispettare i criteri di divisione per anni di nascita e per genere.

L’asilo é frequentato, per la maggior parte, da bambini provenienti da famiglie miste. Ma anche da famiglie monolingui italiane e tedesche. L’essere figlio di una coppia mista non é requisito necessario per diventare un Folle folletto.

Il bello spazio in cui si trova l’asilo (un appartamento con ingresso, cucina, bagni, corridoio, ripostiglio e due grandi stanze con un’intera parete vetrata e rivolta a sud sul complesso sportivo del Friedrich-Ludwig-Jahn-Sportpark, oltre ad una grande cantina dove i bambini lasciano le loro biciclette e i genitori ripongono i vari passeggini), non particolarmente abbondante rispetto agli standard berlinesi, è organizzato in maniera tale da poterne rendere il più variegato possibile l’utilizzo. Elementi mobili e ed una porta di collegamento permettono alle due stanze, dei grandi e dei piccoli, di essere uno spazio in evoluzione e che cambia faccia nelle giornate e nel tempo.

La divisione tra grandi e piccoli non è ferrea e a volte i due gruppi si contaminano con reciproche “visite” ed attività comuni e con possibilitá per i bimbi di “riessere” i piccoli o di scoprire i grandi.

Alla mancanza di un giardino annesso si ovvia con la frequentazione di diversi parchi giochi che si trovano nelle vicinanze dell’asilo, tra questi l’ormai mitico “Gaudy Spielplatz” quasi una depandance dei Folli Folletti. Questo rende possibile l’incontro con una delle “perle” dell’infanzia berlinese: lo Spielplatz, vero complemento dell’educazione psicofisica svolta dagli educatori e luogo capace di insegnare fiducia, prudenza e responsabilità ai bambini.

Le educatrici (in passato vi è stato anche un educatore) sono quattro, due di madrelingua italiana (Valentina e… Valentina) e due di madrelingua tedesca (Leslie e Felizia) per garantire le presenza delle due tradizioni culturali e delle due lingue. Si alternano poi dei e delle praticanti (italiani o tedeschi) che affiancano le “Erzieherinnen” nelle loro lunghe e faticose giornate. Le educatrici di lingua tedesca hanno, tra l’altro, una pluriennale esperienza nella preparazione dei bambini al passaggio alla scuola primaria e in particolare nell’insegnamento del tedesco a bambini di lingua straniera.

Dal punto di vista pedagogico sono presi in considerazione i modelli noti come metodo Reggio e Montessori. Si favoriscono attività artistico-creative (diversi i laboratori proposti), musicali e di movimento (con ad esempio incontri settimanali di educazione al ritmo, alla musica ed alla lingua attraverso il gioco e la regolare frequentazione di una palestra) e si cerca di insegnare il rispetto dell’ambiente (si sta in questi giorni cercando di iniziare la coltivazione di un piccolo orto e frequenti sono tra l’altro le visite alla fattoria urbana del Moritzhof al Mauerpark) e di offrire ai bimbi stimoli diversi (ricordiamo spettacoli a teatro, pic-nic, visite ai musei, alla Philarmonie, la caserma dei pompieri etc.).

Entrambe le lingue sono le lingue ufficiali e i bambini le utilizzano a seconda dei propri desideri e delle persone con cui interagiscono, qualcuno passa da una lingua all’altra con maggiore facilità (i figli di coppie miste) qualcuno con curiosità e stupore.

Le tradizioni di riferimento fanno sì che i bambini festeggino sia il Nikolaus (tradizione tedesca), sia la befana (tradizione italiana), che organizzino le allegre processioni del Laterneumzug laicamente e ludicamente intese (t. tedesca), e che soffino candeline sulle torte di compleanno (t. italiana) e ricevano Geburtstagstüte alla fine della festa (t. tedesca), che leggano l’Alice cascherina delle favole al telefono di Rodari (t. italiana) e Der Struwwelpeter di Heinrich Hoffmann (t. tedesca). E che adorino i taralli quanto i Gummibärchen.

La coesistenza di alcuni caratteri tipici della cultura tedesca con alcuni della cultura italiana si spera possa permettere di raggiungere una sintesi superiore a quella delle due tradizioni culturali di appartenenza.

Folli Folletti offre un’atmosfera familiare e fa dei nostri figli delle persone più ricche di esperienze, più serene nella loro infanzia e potenzialmente in grado di affrontare le complessità del mondo plurale che, per fortuna, li aspetta.

Per i nostri bambini non potevamo sperare in niente di meglio :)

Il papà di Cosimo e Mattia

p.s. purtroppo le dimensioni dell’asilo ed i pochi posti complessivi non bastano ad accontentare la mole di domande di bambini che vorrebbero avere un posto; in questo momento non ci sono posti disponibili, sul sito viene aggiornata l’eventuale disponibilità del momento.
p.p.s. l’asilo è aperto a progetti con associazioni culturali italo-tedesche, se qualcuno avesse delle idee per attività interessanti può contattarci al sito web: www.folli-folletti.de

Posted on by Ruth in Asili, Cultura, Famiglia e bambini, Scuole e asili bilingui

5 Responses to Taralli e Gummibärchen. L’ asilo Folli Folletti di Cantianstrasse 15 a Berlino

  1. Arturo

    Ahahahah! Ruth allora aveva ragione il professore Bellavista(così parlò Bellavista) nel sostenere che ci sono i popoli d’amore e i popoli di libertà. Le mamme “d’amore” chissà quali saranno, mah! Quelle di libertà erano quelle per cui al rientro dei bimbi hanno pensato:”volevamo starcene per conto nostro perché non volevamo essere scocciate”; sono ritornati i marmocchi! Allora a parte la cultura a diversi livelli, io amo mia madre quando “mi fa crescere” ma quando l’abbraccio forte, anche. Per me hanno dimostrato un vantaggio le mamme “d’amore”. Tu sei mamma d’amore o di libertà? T’ho beccato in trappola :-)

  2. Giulio

    Carina sta cosa!!

  3. Arturo

    Si Giulio, se vedi Così Parlò Bellavista di L. De Crescenzo. C’è la riunione per la lezione di filosofia. Il “Professore Bellavista” L. De Crescenzo nella lezione parla di popoli d’amore e popoli di libertà. Popoli d’amore, Sud Europa, popoli di libertà Centro- Nord Europa. I primi amano stare tutti insieme tra loro ed hanno un animo caloroso e ospitale. I secondi, gelosi della loro indipendenza, amano stare per fatti loro perché non vogliono essere scocciati.
    Però li i tedeschi le palle ve le rompono, altro che “amano stare per i fatti loro perché non vogliono essere scocciati”. Meglio forse,perché sai che gli passa per la testa, ma l’indifferenza è un muro. E sapete che passa per la testa alle tedesche, eheheh 😉

  4. giulia

    Ciao!
    Volevo chiedere una info:
    ogni anno trascorriamo circa 1 sett a Berlino; da quest anno mi porterò anche la bimba di 1 anno e mezzo… volevo sapere se ci sono posti per bimbi dove poterla portare a giocare (dove sono accettati anche i genitori!!)

    Grazie!

  5. Ruth

    Giulia, tantissimi! è pieno di Kindercafé a Berlino. Googla Kindercafé :)

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