Quando il gelato ha un retrogusto un po’amaro…

Buongiorno, ecco un altro articolo di mio papá, in genere sempre contento di scrivere belle recensioni su ristoranti dove si mangia bene, questa volta il gelato che si é andato a prendere con i miei figli gli ha lasciato un retrogusto molto amaro.  E per non farci mancare niente neanche da parte del lato tedesco, aggiungo che il giorno dopo nella famosa Fischerhütte dello Schlachtensee é stata negata la vendita di gelati a tutti coloro che si presentavano alla cassa in solo costume da bagno. Uomo avvertito…Buona lettura!

dolce freddo

L’assiduità  e la continuità con cui frequento Berlino  da almeno quindici anni mi consente delle riflessioni che possono a prima vista apparire strane e contraddittorie.

Mi spiego meglio:ho già avuto l’occasione di fare risaltare le opportunità che la città di Berlino offre a chi vi si trova per lavoro, per turismo, per motivi affettivi o altro, mettendo in risalto la straordinaria accoglienza che la città offre a chi viene da fuori, con servizi di altissima qualità, gentilezza, cortesia, disponibilità verso lo “straniero”.

Ho avuto anche il piacere di mettere in risalto come le caratteristiche latine degli italiani, degli spagnoli, dei latino americani ( fatte di estro, improvvisazione, disordine, talora caos) siano state ben recepite da un popolo ordinato, preciso, puntuale, profondo: da questo incontro le caratteristiche diverse di due diversi mondi si sono non solo esaltate singolarmente, ma forse in una sintesi perfetta.

Aveva ragione Hegel: tesi, antitesi, inevitabile la sintesi che supera tesi e antitesi.

Ma talvolta ( raramente per fortuna) questo non accade, anzi c’é il contrario e può capitare che l’estro latino faccia diventare supeficiale e sommario il rigore tedesco e che la precisione tedesca faccia diventare rigida e inflessibile l’elasticità italiana.

È quanto mi é successo recentemente in un ottima gelateria situata a Nollendorfplatz, dal nome Dolce Freddo. I miei nipoti ( 9-7-5 anni) vogliono un gelato. Andiamo in una gelateria che conosco, dove vendono un ottimo prodotto. Uno dei bambini non conosce il gusto del mango. Chiedo se può avere  un cucchiaino di gelato per farglielo assaggiare, risposta secca e senza repliche: NO, NON È PERMESSO. Cosa che sta anche, ovviamente, scritta bella grande all’interno, ma che non avevo visto.

Dolce_Freddo_Berlin_Es_gibt_keine_Kostprobe__gallery2
Gli altri due bambini chiedono la pasta del gelato fatta a spaghetti con sopra il rosso del sugo-fragola. La porzione e troppo grande per un bambino. Chiedo se la porzione possiamo dividerla in due diversi piattini, semplicemente tagliandola a metá. La risposta é la stessa, secca e senza repliche: NO, NON È  PERMESSO.

In quella gelateria non tornerò, e mi dispiace, perché il gelato é veramente buono: la bontà del prodotto non mi basta. Ma il dispiacere massimo é legato al fatto che in questo caso la precisione tedesca si é trasformata non in flessibilità ma in ottusità e la tradizionale disponibilità italiana, credendo che l’importante sia avere delle regole ferme e sicure, si è trasformata in stupida scortesia.

Posted on by Ruth in Curiosità, Famiglia e bambini, Gastronomia, Ristoranti, Società, Varie

6 Responses to Quando il gelato ha un retrogusto un po’amaro…

  1. elenaccia

    Ma DolceFreddo non è la gelateria protagonista della celebre storia di omofobia?
    Pfui.

  2. Ruth

    Intendi questa storia qua http://www.youtube.com/watch?v=82CFMpoQXyo
    sí é lui, é una storia abbastanza vecchia, nel frattempo dolce pizza si é trasferita a Belziger Str.

  3. Giuseppe Colucci

    Ciao ragazzi,

    non sapevo come contattarvi e quindi vi lascio un commento. Volevo informarvi circa un evento che sto organizzando per conto dell´Institute for Cultural Diplomacy di Berlino . Si tratta di una conferenza sui rapporti tra Italia e Germania, a livello politico-diplomatico ma, in particolar modo, culturale e lavorativo. La confernza si terrá dal 17 al 20 settembre, a cavallo della settimana che culminerá con Berlitalia. Vi sarei molto grato se scriveste qualcosa in tal proposito, cosí da farci un po´ di pubblicitá. Tutte le informazioni potete trovarle su http://www.icd-img.org. Se mi inviate una mail posso inviarvi altre informazioni, loghi, programma, ecc.

    Spero che l´evento sia di vostro interesse.

    un caro saluto,
    Giuseppe

  4. Daniela

    Penso che i Suoi Nipotini non abbiano chiesto la luna! Ci voleva giusto un po’ di cortesia ed educazione, per accontentarli..ma come si dice “il mondo è bello perche’ è vario”, in questo caso direi AVARIO. Io ho un negozio e da me i bimbi possono giocare con alcuni giochi messi loro a disposizione, mentre i genitori fanno spese..oltre che ad essere conveniente per me, è anche un vero piacere sentire dai bambini stessi che apprezzano l’iniziativa. Dove poi addirittura si vende cibo, bisognerebbe avere anche menu’ adatti ai piu’ piccoli (soprattutto per quantita’). Penso comunque che la professionalita’, in questo caso, conti poco..basta un po’ d’educazione e di sensibilita’ verso le nostre future generazioni.

  5. Arturo

    Ruth, Daniela, purtroppo quando c’è scritto, c’è scritto. Vale il regolamento.
    Dal punto di vista umano se ti sei scaricata misuratamente Ruth, o hai cercato di ammorbidire con gentilezza quella testa di legno della gelataia,ci hai provato almeno. Niente da fare se no.

    A proposito sapevate che in Italia,ad esempio nel caso mio, io so che per far riscrivere il mio indirizzo cancellato, sulla patente debbo sborsare 40 EURO, dalla Motorizzazione civ. e 60 euro da una scuola guida che svolge anche pratiche burocratiche?
    Dico 40 EURO, dalla Motor. civile! Io mi domando: chi non rispetta le regole, la motorizzazione civ. 40 Euro, oppure io che non ho voglia di spenderle?
    Una somma simile è il prezzo che imporrebbe un privato, se vai da lui. Ma la M.C.T.C. non ha il diritto di fare una richiesta tale.
    La legge è legge, però.
    Si! Ma per fottere noi,però.In Italia.
    Qualche volta io e mio padre ci facciamo prendere da questo discorso perché lui la pensa al contrario in quanto persona onesta. Io non voglio essere disonesto, ma neanche fesso. Mio padre ha ragione nel dire che la legge va rispettata. Purtroppo la devi rispettare perché minimo ti becchi una multa.
    La legge è legge, però.
    “Pe’ e fesse” dicimm’ a Napoli…però.

  6. sara

    assolutamente non voglio giustificare o sminuire l’episodio: anche io ci rimango male se una cortesia “gratuita” mi viene rifiutata senza motivo!

    però non può non venirmi in mente quando lavoravo anche io in gelateria… (in italia!!)
    il capo mi proibì di aprire la bottiglietta di plastica a una signora anziana (cliente abituale) “perchè tu vendi i gelati, mica sei la sua badante. se ha l’artrite non è un tuo problema”
    ovviamente ho tentato di discutere ma l’unica soluzione è stato di aprire DI NASCOSTO la bottiglia… quando lui non mi vedeva-
    cioè tante volte si arriva a situazioni assurde per cause inimmaginabili .

    ps: all’ennesima stronzata del capo ho lasciato il lavoro 😉

Add a Comment