Pregiudizi o veritá?
6 gennaio 2012, scritto da Ruth
È gennaio, sono le 8 di mattina e fuori é ancora buio, questi sono i momenti in cui rimpiango maggiormente l’Italia. Perché se ci sta una cosa alla quale non mi riesco e non mi riuscirò mai ad abituare, nonostante siano passati quasi vent’anni dal mio trasferimento a Berlino, é la mancanza di luce che ci accompagna tra i mesi di Novembre e Febbraio. Non tanto il freddo, a quello si può sopperire con i vestiti giusti ( i tedeschi saggiamente dicono “Es gibt kein schlechtes Wetter, nur schlechte Kleidung”, cioé non esiste il brutto tempo esistono solo i vestiti sbagliati) , nutrendosi di zuppe calde e tè o andando a correre ogni due giorni ( giuro che aiuta) , ma quanto questo buio che comincia alle 15 e 45 e dura fino alle 8 inoltrate della mattina dopo….In ogni caso, il fatto che gli inverni berlinesi siano decisamente più duri e rigidi di quelli italiani ( almeno dal centro Italia in giù), su questo non ci piove…mentre mi rendo conto, ogni volta che torno giù in Italia o mi faccio un giro su qualche pagina di facebook dove si incontrano tanti italiani o parlo con i miei clienti che vengono su per cercare casa a Berlino che i pregiudizi su questa città e sui tedeschi nelle teste degli Italiani sono veramente ancora tanti…
E allora ho pensato di stilare una lista dei pregiudizi più diffusi per cercare di capire quali lo siano veramente o se non siano invece delle verità con le quali bisogna convivere se si decide di trasferirsi. Questo articolo non ha quindi nessun intenzione di voler rivelare la Verità perché tutto é sempre molto relativo, ma é anche giunto il momento di smascherare un paio di bugie allucinanti che girano ancora in bocca agli italiani. È un articolo dal tono scherzoso, un paio di argomenti seri sono stati volutamente solo accennati… non ve la prendete e non la buttate subito sul campanilistico, italiani o tedeschi che siate….ogni commento é benvenuto per discutere insieme su questi punti.
Berlino é grigia e fredda: Pregiudizio! Negli occhi dell’italiano medio Berlino é sempre fredda e sempre grigia. La maggior parte delle persone che non la hanno visitata non sanno che in pratica Berlino é costituita da una foresta piena di laghi con all’interno una cittá, e all’interno ancora una marea di parchi e parchetti. In effetti lo stato in cui si trova il turista italiano la prima volta che la vede in Primavera/ Estate o Autunno é uno stato di schock profondo…” non me lo aspettavo…” Quindi Berlino non vista d’inverno é tutt’altro che grigia! È un tripudio di colori della natura e non solo. I palazzi, cosa molto tipica dei paesi del nord dove d’inverno manca la luce, hanno facciate di tantissimi colori, dal rosso al celeste, al verde, oppure decorati con bellissimi murales di tutti i tipi che la rendono allegra e affascinante. Berlino é fredda: dipende. Parlando dal punto di vista prettamente climatico devo dire che non é una città facile, soprattutto per chi é metereopatico. Gli inverni riescono ad essere molto secchi o anche molto umidi, non ci sta una regola generale. Nella migliore delle ipotesi cade la neve ( ed é bello finché cade…quando poi si scioglie o si ghiaccia buona fortuna) o é molto freddo con temperature pesantemente sotto lo zero, ma se ci sta il sole il freddo non lo si sente piú di tanto. Se invece capita un inverno mite e umido come questo, con temperature che stanno poco sopra lo zero e piove molto, allora é veramente dura perché é un freddo che penetra nelle ossa e puó durare tranquillamente fino a Marzo inoltrato ( se non Aprile!!!) e in un batter d’occhio si capisce perché tutti i tedeschi che arrivano da noi durante le vacanze pasquali appena vedono un raggio di sole si denudano e vanno al mare o in giro in maniche corte….anche mi sto tramutando in una di quelle lucertole che non appena sono in Italia e ci sta il sole caldo ( che in confronto a qua é sempre caldo) si pietrifica e cerca di assaporare ogni singolo raggio come se fosse l’ultimo della sua vita…triste ma vero. La “bella” stagione intesa come la abbiamo noi in Italia qua non esiste in realtà. Le giornate si allungano in maniera impressionante e in Estate fa buio verso le 22…, il cielo diventa veramente buio solo un paio d’ore di notte e alle 3.45 il sole comincia a sorgere….é quindi la luce il vero regalo della bella stagione, che accoppiata alla natura di questa città diventa una festa e un tripudio di colori. Anche qua puó fare molto caldo, ma lo fa massimo per un periodo di un mese o 6 settimane consecutive…e questo é il massimo che possiamo attenderci ( come durante i mondiali del 2006, un mese consecutivo di sole spettacolare e temperature sui 25 gradi, meraviglioso). In generale invece funziona cosí: il caldo vero e bello comincia a Maggio/ Giugno, e tutti lo scambiano per la Primavera, non capiscono che se in quel momento sta facendo giá 30 gradi, quella é L’Estate di quell’anno e la dovrebbero sentire/intuire assaporare come tale. Poi spesso a Luglio e ad Agosto piove, oppure una giornata molto calda finisce con un temporale estivo, che qua non manca mai. A Settembre abbiamo invece spesso a che fare con l’”Altweibersommer”, l’estate delle signore mature ( le vampate in un certo senso..) , temperature calde che permettono ancora di farsi i bagni ai laghi ( cosa che a Berlino a partire da Maggio a Settembre fanno tutti con grande divertimento di grandi e piccini, vedere articolo sui laghi).Certo questa non é una regola, ma frutto della mia esperienza qua a Berlino. Puó anche andare diversamente…Maggio e Giugno freddi e classica estate Luglio o Agosto caldo ( mai entrambi) , la regola peró é sempre quella: non esistono i 3 mesi di caldo e sole come siamo abituati ad averli noi in Italia ( o almeno al centro-sud). Qua in genere sono temperature che variano tra i 15 e i 38 gradi e il periodo in cui le temperature sono sopra i 25 e ci sta il sole é di circa 6 settimane…o consecutive….o divise tra Aprile e Settembre….( mia regola metereologica personale che ha sempre fatto centro negli ultimi anni). Tutto il resto é molto variabile, potete quindi avere un 10 Maggio con 30 gradi e sole come pure con 9 gradi e pioggia….
I tedeschi non hanno senso dell’umorismo. Su questo punto si potrebbe fare una intera tesi. A parte il fatto che mi viene sempre da sorridere quando a pronunciare queste verità sono persone che masticano appena la lingua e hanno con fatica raggiunto il livello B1 del corso di tedesco, bisogna qua fare una distinzione tra senso dell’umorismo e ironia. I tedeschi sanno bene cosa sia l’ironia, e la sanno anche bene usare. Come da noi in Italia esistono anche qui i talk show di satira politica, esistono anche qui i comici e le stand up comedy vanno alla grande! Io stessa sono andata a vedere spettacoli dal vivo di Dieter Nuhr, Kaya Yanar ( anche se non é tedesco) e garantisco il divertimento assoluto. E potrei proseguire con Michael Mittermaier, Jurgen von der Lippe, Mario Barth, Stefan Raab, etcAnche nel linguaggio quotidiano i tedeschi sanno cosa sia l’ironia. È un ironia peró diversa dalla nostra, piú sottile, secca, e decisamente meno aggressiva o un po’ volgare come siamo abituati per esempio noi cittadini romani de Roma ( ogni due frasi una battuta). Le poche volte che io ho tradotto una battuta o un semplice modo di dire dall’Italiano al tedesco, nel flusso della frase ( come un “ ti ammazzo, ti spacco la testa, ma che c’hai al posto del cervello, svejate! insomma col mio solito linguaggio colorito) , i tedeschi sono rimasti un poco perplessi e in genere non hanno subito capito che si trattava di una battuta….A loro volta loro si mettono a ridere per delle situazioni o battute che io non trovo divertenti affatto….è quindi decisamente una percezione diversa di cosa fa ridere e di cosa non fa ridere. E contemporaneamente una filosofia di vita. Mentre l’italiano in generale cerca di sdrammatizzare situazioni spiacevoli facendo qualche battuta e accompagna i suoi discorsi da ammiccamenti e battute che alleggeriscono un po’ il tutto ( e si salva cosí dalle catastrofi piú grandi della storia o le causa….dipende dai punti di vista…), il tedesco tende a prendere tutto principalmente sul serio. Non é proprio abituato a sentirsi rispondere con una battuta a bruciapelo, e quindi magari non é pronto a recepirla. Come noi italiani ci sentiamo a volte spiazzati dalla loro serietà e affidabilità nel fare le cose e tendiamo a pensare “ ma ci sta prendendo in giro”?L’umorismo é in ogni caso molto ancorato alla propria cultura ed educazione, anche conoscendo perfettamente la lingua, se non siamo cresciuti qua o non abbiamo genitori tedeschi, non riusciremo mai a ridere come quando ridiamo con degli italiani….È quindi troppo facile dire “loro non hanno il senso dell’umorismo”: é un discorso molto piú complesso.
I tedeschi non si sanno divertire, sono disciplinati e pensano solo al lavoro. Anche questo é un pregiudizio. I tedeschi si sanno divertire, eccome. Alla prima possibilitá fanno un viaggio, partono per il weekend, vanno a ballare, e alle 16/ 17 ( dove possibile..) staccano dal lavoro e vanno nell’agognato Feierabend, una parola praticamente intraducibile in italiano. Il Feierabend tradotto letteralmente é la festa della sera, cioé il momento di stacco dal lavoro che prevede quindi un divertimento ( che poi puó essere anche solo riposo…). Quando un collega esce dall’ufficio gli altri in genere lo salutano con un “schönen Feierabend”, cioé buon divertimento da dopo lavoro. Le giornate lavorative a Berlino sono strutturate diversamente da quelle in Italia. Si tende a lavorare da molto prima al mattino, a fare una pausa pranzo cortissima, massimo un’ora , e a staccare prima, il traffico maggiore nelle strade di Berlino infatti é verso le 5 del pomeriggio. La seconda parte della giornata poi viene dedicata agli hobby piú disparati, allo sport, agli amici o alla famiglia. Basta andare d’inverno in qualche bel caffé o d’estate in qualche Biergarten e si vedrá che a partire dalle 17 questi sono sempre pieni di gente che chiacchiera e si diverte. Durante la bella stagione nel tardo pomeriggio e i parchi e i laghi si riempiono di chi si viene a godere il Feierabend. Insomma a differenza della media degli italiani che tornano a casa la sera per cena e staccano dall’ufficio non prima delle 19 i tedeschi la giornata se la godono decisamente di piú. Mio marito tedesco, che é medico qua a Berlino ma ha lavorato anche a Roma ha sintetizzato il tutto in una semplicissima frase: le operazioni che qua riescono a fare in una mattinata a Roma le fanno in un giorno intero. E questo non perché in Italia siano piú lenti, ma perché si comincia piú tardi, tra un’operazione e l’altra ci si perde un po’ in chiacchiere e ci si distrae di piú. Sicuramente il clima é piú scherzoso e divertente, ma la percezione del lavoro in Italia é sicuramente piú pesante perché é il luogo dove alla fine, per forza di cose ( perché spesso si é “obbligati” a fare pause pranzo di piú di due ore o perché si attacca di nuovo nel pomeriggio) si passa circa la metá della propria giornata.
La mia considerazione personale sulla differenza tra il lavoro in Italia e quello in Germania é anche che in qui si lavora di piú, anche a causa del clima. Un clima piú ostico come quello tedesco non invita ad andarsene prima dal lavoro o a fare una pausa pranzo piú lunga riscaldandosi al sole. Nello stesso tempo un caldo afoso come puó essere quello italiano puó rendere il lavoro impossibile…A questo si aggiunge il fattore disciplina: decisamente una verità : i tedeschi sono decisamente disciplinati in quello che fanno e lo imparano sin da bambini. Chiunque abbia lavorato in una ditta tedesca potrá confermarmi quello che ho detto. Le eccezioni confermano ovviamente la regola
La cucina tedesca fa schifo: direi un pregiudizio.La migliore cucina del mondo per me é e rimane la cucina italiana, per la varietà, la fantasia e la leggerezza che la contraddistingue. I miei figli crescono a forza di pasta e pizza. Ma da qua a dire che la cucina tedesca fa schifo ce ne vuole…..Come per la storia dell’umorismo, anche la cucina tedesca va conosciuta pian piano e apprezzata strada facendo. Personalmente trovo le zuppe tedesche decisamente divine ( Hühnersuppe, Kürbiscremesuppe, Spargelsuppe..) , come pure tantissime ricette fatte con le patate ( Bauernfrühstück, Ofenkartoffel mit Quark, Käsespätzle). Non sono un’amante della carne ma immagino che le ricette buonissime con piatti di carne siano innumerevoli. Per non parlare dei dessert: dall’Apfelstrudel alla Rote Grütze per finire con il Kaiserschmarrn. E le torte? Le innumerevoli ottime torte che si trovano belle esposte nelle Bäckerei sparse per la cittá? Nomino solo la Sacher Torte e ho detto tutto…
I tedeschi sono cattivi ( vedi seconda guerra mondiale): chi conosce la storia e non ha mai fatto un viaggio in Germania successivamente spesso si trova a convivere con questo terribile pregiudizio. Discorso troppo complesso per discuterlo in questa sede. Fatto sta che l’ignoranza non aiuta, ed é sempre molto semplice additare un altro popolo come “il colpevole”. Molti non sanno inoltre che Hitler era oltretutto austriaco. I ragazzi tedeschi delle generazioni del dopoguerra si portano dietro un pacchetto di senso di colpa notevole. A partire da circa i 12 anni nelle scuole viene insegnato cosa fu il nazismo, vengono fatti leggere libri a riguardo e mostrati video anche abbastanza scioccanti. Questo per far sí che la storia non si ripeta e ci sia una consapevolezza della propria storia. Berlino é costellata da monumenti del ricordo della Shoah. Non si può dire lo stesso dell’Italia, dove il programma di storia che si studia nei licei, almeno al tempo in cui il liceo l’ho fatto io arriva a malapena alla seconda guerra mondiale se si ha fortuna…
I tedeschi sono poco igienici causa mancanza bidé:Pregiudizio. Diciamola giusta: gli italiani sono i pochi ad usare il bidet al mondo insieme a pochi altri paesi. Per chi ancora non lo avesse scoperto esistono anche altri modi per pulirsi bene, chiamate salviette umide ( molto usate qua), doccia, wc con doccietta integrata, etc. La mancanza di bidet é sempre fonte di nervosismo e incredulitá da parte degli italiani e come una sorta di rivincita su tutto. Io sono sempre incredula di fronte a questo schock causato nell’italiano a cui viene a mancare il bidet ( un po’ come la mancanza della mamma…) ..sinceramente ci sta di peggio…
I tedeschi bevono tantissima birra: gli inglesi di piú
I tedeschi tengono di piú alla macchina che alla moglie: a volte forse é vero…tanto quanto gli italiani tengono di piú alla squadra di calcio
I bambini tedeschi sono anarchici/maleducati: non é assolutamente vero. I bambini tedeschi vengono abituati ad una libertá ed indipendenza sconosciuta ai bambini italiani, almeno quelli delle grandi cittá. Un bambino che impara a gattonare , si lascia tranquillamente gattonare per strada o per terra, se vuole provare ad assaggiare la sabbia per poi sputarla con faccia schifata, in genere glielo si lascia fare. A 6 anni i bambini imparano ad andare a scuola da soli ( é chiaro che ció in Italia non é possibile anche a causa di altri fattori…), a prendere i mezzi, ad 8 anni a muoversi autonomamente,al mare sono liberi di scatenarsi, i pomeriggi li passano in genere all’aperto e il parco giochi é il luogo principale dove passano il loro tempo quando non sono a scuola o all’asilo ( e non davanti alla tv) . Sono sicuramente piú “selvaggi” dei bambini italiani,hanno spesso un rapporto piú stretto con la natura ( che poi si perpetua anche nell’etá adulta) e i genitori li lasciano spesso essere bambini come tutti noi lo vorremmo essere stati: liberi di correre, di urlare, di sporcarsi, di essere bambino, almeno fino a che non é arrivata l’ora di andare a letto ( e quella arriva prima dell’ora di un bambino italiano).
Berlino é silenziosa ( per alcuni troppo): é vero. La gente rimane spesso scioccata da questo silenzio dovuto a due fattori: il traffico é decisamente minore e il clacson non viene usato che non in caso di vero pericolo . Non é raro trovarsi nella vergognosa situazione di star scrivendo un sms e rendersi conto che il semaforo era verde e una silenziosa e paziente fila si era formata dietro alla propria macchina fino a che un timido suono di clacson si era fatto sentire..Molti clienti che vengono per la prima volta a Berlino mi chiedono se non sia giorno festivo….Non scordiamoci anche che Berlino é una cittá verdissima e che le piante assorbono il rumore.Nello stesso tempo i tedeschi tendono a parlare a bassa voce quando si trovano in luoghi pubblici come i café o i mezzi, per una questione di rispetto ed educazione. Ho dovuto imparare che quando a casa cominciavo ad andare in escandescenze mio marito in genere cominciava ad accostare le finestre….cosa assurda per me che sono cresciuta sentendomi tutti i litigi del palazzo e anche di quello di fronte…
I tedeschi sono precisi: credo che gli svizzeri lo siano ancora di piú
I tedeschi sono presuntuosi: un po’ é vero. Sono molto preparati su diversi argomenti e non disdegnano occasione per dimostrarlo ed impelagarsi in interminabili discussioni.
I tedeschi si lamentano sempre: é abbastanza vero.Ma questa lamentela raramente é fine a se stessa. In genere sono attivi nelle loro battaglie contro lo Stato, le famose Bürgerinitiative. Date un’occhiata qua per capire le dimensioni del loro “lamento” e dello spirito di voler cambiare qualcosa.
Con i tedeschi é difficile fare amicizia: dipende da cosa si intende per difficile e cosa si intende per amicizia. La maggior parte degli italiani che sono arrivati qua negli ultimi anni tendono a stare tra di loro, ad arrivare senza una conoscenza profonda del tedesco o a mantenere per diversi anni un livello basso della lingua, proprio perché ormai gli italiani sono talmente tanti che in qualche modo una soluzione a tutto si trova ( gira voce…che io non confermo). In questo modo non solo si isolano, ma creano una barriera linguistica profonda che impedisce totalmente il nascere di rapporti che vanno piú in lá di quello superficiale o lavorativo. Bisonga poi fare presente che mentre gli italiani sono di natura piú chiacchieroni, piú “amiconi”, si passa molto velocemente al tu ( io per prima) , i tedeschi ci mettono di piú a familiarizzare con una persona nuova. Per arrivare al tu con i colleghi e i capi possono passare anche settimane…( gulp). Solo un occhio molto superficiale di chi non ha mai avuto un amico tedesco ( per motivi linguistici o altri..) puó affermare che fare amicizia con loro é difficile. Perché “fare amicizia” é un termine importante, non sottovalutiamolo. L’italiano tende ad essere “amico di tutti e simpaticone”, il che rende i rapporti nel quotidiano indubbiamente piú leggeri e movimentati, il tedesco tende ad essere cordiale con tutti ma non si espone piú di tanto se non ne vede il motivo. Ma é veramente amicizia, quella che facciamo noi con tutta questa gente? Per fare un esempio banale: ottenere un numero di cellulare da un professionista tedesco é sicuramente piú difficile che ottenerlo da un italiano, questo perché il professionista tedesco quel numero lo vuole dare veramente solo ai “veri” amici o alla cerchia piú ristretta. Gli amici tedeschi sono amici fedeli, che aiutano sempre nel momento del bisogno, e soprattutto sono molto pratici nel loro aiuto, non si fanno troppi problemi ad aiutare anche in situazioni scomode…. Io non so come avrei fatto a sopravvivere i primi anni qua se non avessi avuto tutti i miei amici tedeschi che mi hanno aiutato negli innumerevoli traslochi, all’universitá, nella vita quotidiana. Riassumerei il tutto com questo detto: L’amico ( tedesco) non dice farò, ma subito fa quel che puó.
A grande richiesta aggiungo un punti del quale mi ero scordata: I tedeschi sono rigidi o poco flessibili. Concordo. Sicuramente alla prima apparenza e nella vita quotidiana lo sono, e rimangono spiazzati quando si trovano di fronte ad un imprevisto e non ci sono le regole precise per risolverlo. Bisogna anche dire peró che dopo un po’ prevale il loro ingegno e anche quella diventa una sfida, basta dargli un po’ di tempo. Cosí, sul momento, rimangono in genere un po’ attoniti e non sono pronti a reagire con flessibilitá e fantasia tipica di un italiano, ed é difficile convincercli che una giornata piena di imprevisti, come una giornata in Italia
é altrettanto bella…
Anche io potrei continuare ma per il vostro e il mio bene non lo faccio. Avrei voluto scrivere un articolo diverso e con tanti altri argomenti, ma il fatto di poter scrivere solo di mattina prestissimo o a notte inoltrata mi porta a fare non pochi sbagli e a diventare ridondante.. Spero di avervi dato qualche spunto di riflessione ! Tenete duro, altri due mesi e anche questo inverno é passato

bravissima Ruth articolo molto giusto ed imparziale!
Democrazia,onesta’sono esemplari in germania
Marco Chiappafreddo
6 gennaio 2012
sul clacson al semaforo ho da ridire. sara perche ho la targa italiana, ma se al giallo non comincio a muovere l’auto la calcsonata parte sempre.
per il resto posso condivere.
ps. non è solo per il bide che i tedeschi a volte sembra che prestino meno attenzione all’igiene. Ma come ogni cosa non si puo generalizzare
sandro
6 gennaio 2012
Sempre più contenta e convinta della decisione di trasferirmi a Berlino (dopo 10 anni a Roma…)
Marina
6 gennaio 2012
Concordo col fatto che i tedeschi si sanno divertire e non pensano solo a lavoro. Parlo ovviamente della mia piccola esperienza, ma nell´azienda dove lavoro il clima é molto rilassato, giá il fatto di non avere un badge del controllo ingresso in orario é una fiducia che si dá al dipendente non da poco, inoltre non mancano le occasioni di relax in ufficio supportato da biliardino, sale pausa, cucine, bibite biscotti e quant´altro. Ed é vero che a fine turno si scappa dall´ufficio; una volta una mia amica che lavora a roma mi ha detto “dovrei staccare alle 18 ma resto almeno un´altra mezz´ora 40 minuti altrimenti sembra brutto”, onestamente questo “sembra brutto” qui é inconcepibile. Un´ultima cosa, almeno per chi come me ha esperienze romane, il non dover necessariamente prendere la macchina, affrontare il traffico e lo stress che ne consegue sono fattori che innalzano notevolmente la qualitá della vita, senza contare le ore che si guadagnano per il proprio tempo libero.
Valeria
6 gennaio 2012
Ancora più voglia di stare a Berlino, fisso da febbraio! Grazie Ruth !
carlo stanga
6 gennaio 2012
Non è vero che i tedeschi non abbiano senso dell’umorismo, ma gli manca assolutamente l’autoironia, anche come popolo. Una battuta scherzosa, assolutamente non offensiva o allusiva, riceverà sempre una risposta seria. E non che loro evitino battute sugli italiani, anzi…
Anche sull’amicizia avrei da ridire: almeno tra studenti, ho l’impressione che molti vengano a Berlino da tutta la Germania per fare casino e divertirsi, magari sono amiconi per una sera ma poi spariscono. Ma anche con gli “echte Berliner” lo stesso. Penso di aver fatto ogni sforzo per integrarmi, la lingua per me non era più una barriera, ma non è l’unico ostacolo. Ora che ho lasciato Berlino sono rimasto in contatto solo con una persona tra i miei “amici” tedeschi.
La cucina è questione di gusti, ma Ruth, Apfelstrudel e Sachertorte sono austriaci!
(e la cucina austriaca per me è molto meglio)
Davide
6 gennaio 2012
Bell’articolo complimenti; io credo che Berlino cmq colorata lo sia diventata dopo il muro. Almeno così mi raccontano tutti i tedeschi con cui ho vissuto e conosciuto in questi pochi anni che vivo qui, e che mi dicono: “tutti questi palazzi che ora vedi colorati, una volta erano tutti grigi e per non cadere in depressione dovevi avere dei buoni amici”. Berlino era grigia, ad ovest magari festosa, ma grigia, eccezione fatta per qualche quartiere. Per quanto riguarda la cucina continuo a ritenerla una cucina che noi definiamo come schifosa perché è noiosa. I pochi ingredienti che hanno/avevano e anche il gusto poco sviluppato non possono certo far contento chi del mangiare ha una concezione diversa dal nutrirsi. “im magen ist es dunkel” mi han detto spesso. insomma pancia piena, tedesco soddisfatto. faccio eccezione per i dolci, vero. Sul bidet io ho ancora da ridire e me la portero’ sempre dietro, mi faro’ installare un bidet a casa appena avro’ la possibilità se possibile. non c’è salvietta che tenga. Sull’ironia sono assolutamente d’accordo, io ho molte volte l’impressione che l’italiano non riesce a comprenderla perché diretta, schietta, senza fronzoli e in un certo senso anche più “vera” della tanto sbandierata e un po’ opportunistica “simpatia” italiana. noi siamo abituati ad essere più leggeri anche nei rapporti tra le persone e ci mette a disagio quando una persona ci dice le cose come stanno invece di dire A per dire B per capire C. generalmente parlando. Loro il senso dell’umorismo ce l’hanno è diverso dal nostro ma ce l’hanno eccome ed ha cominciato a piacermi.
e questo ha a che fare anche con l’amicizia. un amico qui ha un significato un po’ più speciale, come descritto da ruth.
Per quanto riguarda i clacson… anch’io credo che non siano poi tanto pazienti…per non parlare del modo in cui girano in bicicletta, che sono le vere padrone della città.
La cosa che comunque trovo a loro manca davvero è un po’ di flessibilità, che a volte fa veramente cadere le braccia. noi esageriamo ma anche loro…il mondo è bello perché vario, sottoscrivo il resto. schoenes wochenende an alle!
reno
6 gennaio 2012
I ciclisti berlinesi sono come gli automobilisti di Milano.
Mauro
6 gennaio 2012
Davide é vero sono austriaci e in effetti la cucina sudtirolese è una cosa spettacolare…però fanno ormai parte della cucina tedesca..il solo pensare ai canederli di speck mi fa venire l’acquolina in bocca…
Ruth
6 gennaio 2012
ho letto l’articolo con attenzione e piacere, convinto che Ruth abbia pienamente ragione. ho visitato Berlino nel febbraio 2010 ed ho trovato una città bellissima ed attraente, anche se fredda e coperta di neve ghiacciata…bisogna viaggiare cercando di conoscere, senza pregiudizi, guardando un poco più là, mangiando il cibo locale e così via.
grazie a Ruth che mi ha aiutato ad alloggiare comprendendo le mie difficoltà ho cercato più che mai di capire dove mi trovassi: tornerò per studiare il tedesco (dove meglio?)
Paolo Burla
6 gennaio 2012
ahahaha… mi pare tutto condivisile!
ora ci vuole un articolo sui pregiudizi dei tedeschi sugli italiani!
federico
7 gennaio 2012
Brava Ruth! Concordo che si vive benissimo qui e la flessibilità? Possiamo insegnarla noi ai tedeschi di Berlino!
Antonella
7 gennaio 2012
Salve a tutti,
ho vissuto a Berlino per 10 anni e da circa un anno e mezzo vivo a Monaco. Avrei taaanto da commentare, ma per ora vi lascio con una “chicca” di libreria:
http://www.ovalbooks.com/xeno/Germans.html
Buoin divertimento,
V
Valentina
7 gennaio 2012
Grande Ruth,
articolo molto interessante e schietto.
Confermo il disagio che già intravedo per la mancanza del bidè. Tornando a cose più serie mi permetto di dire che forse tutte le tue considerazioni “sociali e professionali” andrebbero anche declinate in un’ottica italiana ma non-romana. La gestione della giornata lavorativa romana sembra fantascienza anche qui da noi a Milano (che siamo pur sempre italiani).
Ugo
7 gennaio 2012
..per quanto riguarda l’igiene comunque. .. che si vada da Kaiser, Rewe, Netto o LPG: dove sono i guanti monouso per la frutta e verdura? Ci sono solo i sacchetti..
reno
7 gennaio 2012
Allo stesso modo io però trovo l’abitudine italiana di entrare in casa con le scarpe allucinante! O non si fa piú? Ugo ti consiglio il water con doccetta integrata e passa la paura..
Ruth
7 gennaio 2012
@Ruth : si fa sempre ma io se uno passa l’ingresso di casa e non si è levato le scarpe lo fulmino. WaterConDocettaForever.
Ugo
7 gennaio 2012
a grande richiesta ho aggiunto un punto importante che in effetti mi ero scordata,é alla fine dell’articolo, quello sulla ( non) flessibilitá.
ma anche di quella direi di non farne tutta l’erba un fascio…dipende anche molto dalla generazione del tedesco in questione, o di differenziare di nuovo tra berlinese e tedesco. I tedeschi che hanno fatto la guerra sono completamente diversi da quelli che oggi hanno 30 anni….
Ruth
7 gennaio 2012
DA poco a Berlino (tre mesi) e vorrei aggiungere una cosa: si parla tanto dei tedeschi attenti all’ecologia ma…come la mettiamo con tutti questi abeti tagliati alle radici che, passate le feste, sono buttati sui marciapiedi? Solo nella mia vita a Schoneberg ne ho contati 25! In Italia, se proprio si comprano veri, almeno hanno le radici per poterli ripiantare!
Federica
9 gennaio 2012
Be ma Berlino ecologica mica significa che è il paradiso con dentro i santi. Anche a Berlino succederà qualcosa di discutibile (in genere subito sommersa da reazioni popolari)come anche in Italia può accadere che un politico magari non ruba. Ma nell’insieme dire che Berlino non è una città ecosostenibile mi sembra una panzana. Basta guardare il numero di biciclette che c’è in giro…
Ugo
10 gennaio 2012
in effetti anche il tedesco ecologico ha la sua parte di cliché, che esistono sempre per dei motivi.
reno
10 gennaio 2012
da quello che so gli abeti che vengono usati come alberi di Natale vengono piantati e fatti crescere con questo unico scopo…..http://de.wikipedia.org/wiki/Weihnachtsbaum
Ruth
10 gennaio 2012
Vivo a Berlino ormai da 10 anni e sebbene possa concordare con cio’ che e’ scritto qui, devo pero’ dire che l’articolo mi sembra comunque un po’ di parte. Italiani e tedeschi sono popoli cosi’ diversi, che e’ difficile poter “scegliere”. Io non amavo molto l’Italia quando ci vivevo, ma ora devo ammettere che mi manca molto. La battuta “volgare”, il cibo mediterraneo, la fila disordinata in qualche ufficio pubblico, etc sono cose che, volenti o nolenti, appartengono al nostro DNA. Forse non siamo un buon esempio da seguire, ma la spontaneita’ dell’italiano medio e’ una cosa ci cui vorrei riappropriarmi subito, senza dover essere guardato male.
Insomma, i miei 10 anni di Berlino (con moglie tedesca e figli “misti”) mi hanno fatto capire quanto migliore (per me) sia la cara, vecchia, meravigliosa Italia.
Marco
11 gennaio 2012
Per quanto riguarda l’attenzione all’igiene i tedeschi pensano lo stesso degli italiani, cioè che siano pochi puliti.
, quindi non c’è bisogno di usare in più il bidet. Ho osservato vivendo con tante ragazze italiane che raramente si fanno la doccia(2-3 volte/settimana) o si lavano i capelli anche se stanno sporchi. Altre abitudini poche igieniche sono andare nella casa con le scarpe sporche. Il mio esempio preferito:mettere sempre questa specia di coperchio sullo spazzolino .. lo spazzolino deve respirare!!! Se no è un terreno fertile per batteri.
In Germania si usa di fare la doccia ogni giorno(vuol dire che anche le parti nascoste vengono pulite ogni giorno
Vabe, non vorrei neanche generalizzare troppo, cmq in generale ho osservato che agli Italiani piace tanto parlare sulle pulizie e di lamentarsi sulla sporcizia(soprattutto sul POLVERE, chissà dove lo vedono sempre..) invece di FARE le pulizie. Non dico che piace a me o alle tedesche, ma almeno non ne parliano mezza giornata..
Con le altre cose nell’articolo sono d’accordo, un argomento interessante anche se si tende a generalizzare. C’è quello che fa amicizie c’è quello che non le fa, ecc.
Frederike
11 gennaio 2012
@Frederike :…e meno che male che non volevi generalizzare.
Ugo
11 gennaio 2012
Un articolo che generalizza si espone anche a stupide generalizzazioni. Le persone sono differenti: sono italiana per appartenenza geografica; la mia mentalità, la mia cultura sono il prodotto della mia educazione, dei miei studi e dei miei interessi, non della mia presunta italianità. Questi luoghi comuni, nemmeno così diffusi – almeno da quel che sento io in giro – abbondano naturalmente nella bocca degli stolti, non in quella di chi ragiona. Credo che questo sia valido per tutti, da qualsiasi Paese essi provengano, no? Tuttavia mi permetto di sottolineare lo snobismo diffuso di molti italiani, emigrati da tempo all’estero, nei confronti dei nuovi arrivati quasi che rivendicassero il proprio diritto di prelazione. Forse capita anche fra tedeschi, non so: credo che questo solo possa essere definito odioso, tutto il resto, ripeto, sono solo luoghi comuni che non sentirete mai esprimere da persone intelligenti e con la giusta visione del mondo, italiani o tedeschi che siano. Ciao.
francesca
12 gennaio 2012
@ugo: è lo stesso generalizzare come dire che i tedeschi tengono poco all’igiene. Forse senza generalizzare non si può scrivere su un argomento del genere.
Le concezioni dell’igiene forse sono diverse in entrambi i paesi; non volevo offendere nessuno, volevo solo farvi presente che pensano i tedeschi vivendo in Italia su questa cosa. cmq l’ho notato spesso che gli Italiani dicono che i tedeschi siano poco igienici (non solo per il bidet) e sinceramente mi chiedo perché ?!
Forse perché gli italiani hanno un aspetto più curato? In senso che i vestiti, trucco ecc. degli Italiani sono più scelti e chic e i tedeschi preferiscono una moda più disinvolta e pratica, acconciature spontanee, beh quelli vecchi si lasciano anche andare un po’troppo a volte ecc.
Non lo so cmq, se qualcuno lo sa..?
Frederike
12 gennaio 2012
salve, scusate l’intrusione…io starei cercando una casa / stanza per il mese di maggio, ho 30 anni e sarò a berlino per fare un corso di tedesco…potete aiutarmi?grazie
ANNA
12 gennaio 2012
@Frederike : be ma infatti secondo me la questione non è su chi tiene di più all’igiene. Sono due modi di vivere diversi, nessuno dei due è migliore. Trovavo solo singolare che tu ti sia fatto un idea in base a “vivendo con tante ragazze italiane che raramente si fanno la doccia”. Le sciatte sono trans-internazionali.
Ugo
12 gennaio 2012
scusate se insisto ma anche questa della doccia ogni giorno non tiene e non me la bevo. Io in bagno non ci vado solo la mattina appena svegliato, né solo la sera quando torno, se lavoro. questo per quanto riguarda il privato. in casa senza scarpe si puo’ sporcare è vero ma non è paragonabile al predere la frutta toccata da migliaia di mani diverse con tutta nonchalance. sono due pianeti diversi e riguarda tutti, non solo quelli che entrano in casa a cui si puo’ ben sempre dire qualcosa.
reno
12 gennaio 2012
E magari in italia tutti usano i guanti(ahahahahahaha)questa è davvero divertente,è il famigerato umorismo italiano? poi sulla teoria del paragone tra la mancanza dei guanti per frutta (che si dovrebbe lavare o sbucciare) e il caminare in casa con scarpe che hai usato per strada poco prima forse era una battuta anche questa. Che c’è da bersi sul fatto che non fanno la doccia ogni giorno o non lavano i capelli spesso?(si generalizza) L’usanza di lavarsi a pezzi dove la metti? è più completo farsi una doccia o il metodo su citato?
joe
12 gennaio 2012
io la frutta non la sbuccio
, stan tutte lì le vitamine.. noo non è umorismo è solo che preferisco che uno mi entri in casa con le scarpe e dirgli di toglierle che prendere la frutta maneggiata da mille mani. logico che la si lava anche se presa con i guanti.. ma sai..c’è anche chi li usa quei guanti
. crea coscienza .. come fare la raccolta differenziata
… sulla doccia ogni giorno non sto a sindacare, preferisco una doccia ogni due e lavarmi a pezzi soprattutto il culetto dopo aver cagato
.
reno
12 gennaio 2012
Spero che tu abbia sbucciato almeno le arance e le banane!!
.
E poi Berlino val bene un bidet!!!!
PS: se vai su eBay ci sono bidet portabili cosi ti pulisci il culetto dopo aver cagato
joe
12 gennaio 2012
uhh.. hai proprio fatto centro; vogliamo parlare del perché dei water sagomati alla tedesca?
reno
12 gennaio 2012
sono interessanti le tue abitudini private; buona fortuna anche in futuro con i tuoi rituali di mattina e di sera
@reno, cmq io preferisco fare una doccia completa invece del famoso “lavarsi a pezzettini”.
Cmq sul fatto delle vitamine sotto la bucia della frutta sono d’accordo, basta lavarla bene e con acqua calda cmq. La cosa con le scarpe in casa invece è più grave secondo me, o tu sai che cosa toccano le tue scarpe ogni giorno per strada, soprattutto qui a berlino che è un grande gabinetto per i cani… mhhh belllloo
Frederike
12 gennaio 2012
Ruth sei partita alta e poetica ma qui si vola basso…
ps : chi parla di scarpe in casa è evidente che non ha figli e (quindi) non sa di cosa parla.
Ugo
12 gennaio 2012
e per favore dammi un indirizzo valido che non li trovo questi bidet portaTili
reno
12 gennaio 2012
parlo di cose normali e quotidiane e chiamo le cose con il loro nome. si vola basso? che ridere la boria.
reno
12 gennaio 2012
@ugo pass auf… potrei dire lo stesso di chi non ha il bidet in casa, evidentemente e (quindi) … ha la moglie
reno
12 gennaio 2012
Ruth volevo solo farti una domanda.In venti anni a Berlino o in Germania hai mai rischiato aggressioni razziste? Noi italiani siamo spesso maleducati però i tedeschi quando ci prendono in giro io accetto gli scherzi perché so che vuol dire che comunque c’è amicizia anche se non lo ammetteranno mai e gli italiani non lo ammetteranno, assolutamente.
A Frederike voglio dire che se la mia ragazza, tedesca o no,si toglie le scarpe per igiene io sono contento perché amo massaggiare i piedi a una donna,e poi baciarla mentre la coccolo
Arturo
19 gennaio 2012
Caro Arturo, mi é capitato solo una volta da studente, quando ero a non so quale ufficio, 15 anni fa, per richiedere il wohngeld, un piccolo sussidio per l’affitto della casa ( che poi mi veniva dato in quanto anche lavoratrice) , che l’impiegata mi fece un pezzo dicendomi come osavo richiedere sussidi al paese che mi ospitava. io rimasi talmente scioccata che non dissi niente, trattandosi poi di peanuts e studiando e lavorando io contemporaneamente. I miei amici mi dissero subito che avrei dovuto denunciare ufficialmente la cosa…ma ho lasciato perdere. Peró non me lo sono mai scordata. Poi no, non mi é successo mai piú niente altro che si possa definire razzista. li chiamerei piú confronti e curiositá rispetto a certi modi di essere nostri che sono cosí tanto lontani dai loro ( nella politica come nella vita quotidiana). Beata la tua donna allora Arturo!
Ruth
19 gennaio 2012
E riguardo alla presenza di gruppi nazi? La Germania è paradossale…da una parte ha un senso di colpa pauroso ma persistono comunque delle frange neo-naziste di ultra destra che a volte mi lasciano sgomento.
http://tg.la7.it/est/news-30543
Ugo
19 gennaio 2012
é assurdo poi chiamarli nazi…visto che sono cosí idioti e ignoranti da non sapere neppure cosa fu il nazismo.
sono purtroppo il prodotto anche di 30 anni di muro….cresciuti con genitori disabituati ad avere contatto con lo straniero….chiusi tra le loro mura…infatti ci stanno soprattutto nelle zone della vecchia DDR…..in ogni caso quello che qui é semplicemente “organizzato” in partito e visibile, ci sta anche in Italia, in forme di razzismo molto forti nella vita quotidiana.
Ruth
19 gennaio 2012
Ruth i Bambini tedeschi si tolgono le scarpe in casa? e se si lo fanno sin da piccoli? e questa è una consuetudine in Germania?
joe
19 gennaio 2012
non solo i bambini anche gli adulti. si é una consuetudine. tanto che in tanti condomini si vedono porte di casa con scarpe tenute addirittura fuori (dipende dal tipo di casa naturalmente e se questo viene accettato dagli altri, io nella mia casa vecchia durante l’inverno preferivo anche far lasciare le scarpe piene di fango o ghiaia fuori dalla porta). poi in casa molti vanno proprio scalzi scalzi, altri si mettono calze o pantofole. i bambini spesso vanno scalzi.
Ruth
19 gennaio 2012
Ugo leggiti attentamente la risposta di Ruth sulle scarpe e bambini e poi rileggiti quello che hai scritto tu cioè questo:
Ruth sei partita alta e poetica ma qui si vola basso…
ps : chi parla di scarpe in casa è evidente che non ha figli e (quindi) non sa di cosa parla.UGo
Poi trai una conclusione adeguata.
joe
19 gennaio 2012
@Joe:…infatti diciamo la stessa cosa.
Ugo
19 gennaio 2012
Ugo: si avevo letto male, scusa.
joe
19 gennaio 2012
a luglio in NORVEGIA uno squilibrato ha fatto una strage. da noi c’è forza nuova. scandalizzarsi per i cosiddetti nazi è un po’ naiv.
e comunque i neonazi sono notoriamente idioti e ignoranti, quindi l’equazione sussiste..
reno
19 gennaio 2012
Magari arrivo tardi riguardo le abitudini e l’igiene personale ma @Frederike, non so con quali persone tu abbia vissuto ma nella mia famiglia, tra le mie prime coinquiline italiane e tra le ultime coinquiline italiane con cui ho vissuto non c’è stata una sola persona, non una, che non si facesse una doccia o la sera o la mattina (a seconda dei ritmi personali).
Io vengono dalla classica famiglia in cui, da bambini, tua madre ti urlava dietro e ti minacciava col cucchiarello di legno se non volevi farti il bagnetto serale prima di andare a dormire. Magari non il modo migliore di parlare a dei bambini ma la nostra igiene si spingeva oltre al bidet, questo è certo.
Dunque non facciamo di pochi esempi ed esperienze il pilastro su cui basare gli usi e le abitudini di una nazione.
…Ode a chi dice di non voler generalizzare e poi lo fa!
Cici
20 gennaio 2012
Hai fatto benissimo Ruth, avrei fatto anche io la stessa cosa esattamente come te facendo con molta cura tesoro del consiglio dei miei amici.Purtroppo in Italia lo stato non esiste,Ruth.Soprattutto non è mai esistito nel bel paese figuriamoci all’estero.Pensa solo a se stesso,nient altro che a se stesso poi a se stesso ancora. Ah! Ci siamo pure noi italiani ma all’estero con l’unità di crisi.Loro sono l’unica cosa bella veramente.La cosa più bella è che noi italiani,a casa e all’estero siamo fratelli e sorelle. Perché,è vero,litighiamo a casa e anche fuori casa,però permettiamo solo che succeda tra di noi.Gli altri non debbono intromettersi negli affari nostri,di famiglia.
P.S. non ho donne. Massaggio i piedi a qualche amica,se me lo chiede
Arturo
20 gennaio 2012
Cici…..sei francese?
Arturo
21 gennaio 2012
Te lo chiedo perchè il tuo nome ha due sillabe, però la C non ha suono come tc nella mia lingua. Sembra più SiSì
Arturo
21 gennaio 2012
Anzi, Sizi.
Arturo
21 gennaio 2012
bellissimo, tutto vero, condivido
tommaso
23 gennaio 2012
salve piacere,,, vorrei fare una domanda,,,io sn un dj/producer e vorrei andare a berlino a cercare fortuna,,,qui in Italia circola solo spazzatura,,,ma è facile trovare un localino per suonare,,,, GRAZIE
GABRIELE
26 gennaio 2012
Berlino ha più dj che abitanti. E’ il posto giusto per la techno e la tech-house ma non confondere la qualità della scena techno berlinese con la difficoltà poi di inserirsi e riuscire a lavorare. Se sei un dj sconosciuto a Berlino avrai gli stessi grossi problemi che avresti a Londra, Parigi, Milano, Barcellona, ecc ecc.
Ugo
26 gennaio 2012
Da quel che ho visto non mi sembra difficilissimo poter suonare nei locali ma non sono sicurissimo sul quanto potrebbero pagarti. Il fatto è che qui molto probabilmente, anche se per ogni serata prendi poco… con quel poco ci vivi tranquillamente e in questo modo puoi portare aventi i tuoi progetti senza pensare troppo a come raccimolare soldi per vivere. Poi da qui a riuscire a guadagnare bene, secondo me ce ne vuole un pò, anche perchè penso sia pieno di dj e di gente che fa musica (sopratutto elettronica).. quindi dopo dipende molto da quanto riesci a distinguerti dagli altri.
Mauro
29 gennaio 2012
Suonare nei locali e farlo per mestiere (cioè essere pagati per farlo) sono due cose completamente diverse.
Ugo
29 gennaio 2012
Non sono poi così tanto diverse.
Se uno vuole farlo per mestiere e ancora non è affermato, deve iniziare a girare locali, fare serate e farsi conoscere. Se uno poi è già affermato può farsi anche pagare più o meno tanto.
Se non è affermato deve farsi la solita gavetta di ogni settore e magari farsi pagare poco o niente, ma è pur sempre un mestiere, se punta a quello e non lo fa per passare il tempo.
Mauro
29 gennaio 2012
Si ma se arrivi a Berlino e vuoi farti conoscere da zero ci metti 10 anni a beccare mezza paga. Il DJing (perchè è di questo stiamo parlando) è altamente competitivo.
Ugo
29 gennaio 2012
Devo ammettere purtroppo che di atteggiamenti razzisti e arroganti ne vedo parecchi all’università in particolare da parte dei professori, figuratevi che mi sono sentito dire da un docente “La ricchezza della Italia è la Mafia!”. Quanto all’organizzazione decisamente peggiore dell’Università di Tor Vergata di Roma. Mi sembrano un po’ dei grossi “paraculi”. Scusate il romanismo…
Vorrei anche ricordare il simpatico articolo dello Spiegel sugli italiani.
Luca
30 gennaio 2012
Puoi sempre tornartene a Tor Vergata se non ti trovi bene. Noi stiamo benissimo a Berlino e di razzismo nemmeno l’ombra, anzi…
carlo stanga
30 gennaio 2012
10 turchi bruciati da neonazi non è che sia poco, questione di un paio di mesi. Questo non vuol dire che siano tutti razzisti e non ti esime certo da scrivere in maniera educata, altrimenti se rispondi in questo modo puoi sempre andare…
Luca
30 gennaio 2012
Questo blog è un microcosmo.
Ugo
30 gennaio 2012
Mi sono espresso molto educatamente, ti ho detto che te ne puoi andare, di tua volontà, non ti ho detto ” vattene”.
L’articolo dello Spiegel ha toni arroganti e sbagliati, ma tante ragioni. Sapessi quanto razzismo c’è in Italia.
Buona notte.
carlo stanga
30 gennaio 2012
Luca il tuo professore è molto informato. Le organizzazioni criminali italiane producono un fatturato superiore ad una manovra economica di uno stato.
http://archiviostorico.corriere.it/1992/marzo/15/guadagni_della_Mafia_spa_super_co_0_92031516668.shtml
Cmq potresti dirgli anche che le organizzazioni criminali hanno investito ed investono molto anche in germania e di leggersi il libro di Petra Reski Santa Mafia su l’argomento.
joe
30 gennaio 2012
Sanno tutti che la mafia è la più grande azienda italiana, lo dicono studi seri, è quindi normale che investa nei Paesi più ricchi. Purtroppo anche questo è made in Italy.
carlo stanga
30 gennaio 2012
L’idea che la mafia sia una questione italiana è a dir poco superata. Del resto ci abbiamo messo 20 anni a capire che non è un problema solo del sud-Italia e ce ne metteremo altri 20 per capire che non riguarda solo l’Italia.
Ugo
30 gennaio 2012
Ma viene tutto da là, quella è la cultura e il luogo di origine, che poi si sia estesa certo, è in tutto il mondo ora, per il buon nome dell’Italia.
Saluti
carlo stanga
30 gennaio 2012
come dire “mal comune, mezzo gaudio”
reno
30 gennaio 2012
Humor…nero : )
carlo stanga
30 gennaio 2012
Si beh che l’Italia sia un paese con delle chiare problematiche è ben noto, ma che sia anche il secondo paese manifatturiero d’Europa molto di meno. Certo è che in qualsiasi paese civile ci si aspetta un certo comportamento in un’università. Il lato “positivo” è stato ricevere la solidarietà di studenti americani, inglesi, ecc. Poi certo se c’è a chi piace essere insultato in base ai pregiudizi fate vobis.
Conosco il testo economia criminale, segue il percorso dell’analisi del fenomeno criminale sul filone dell’economia delle istituzioni o neoistituzionalista. Secondo me è troppo complicato, mi sbaglia anche le citazioni in latino…
Luca
30 gennaio 2012
Caro Luca, io l’universitá qua l’ho fatta tutta e non sono mai stata sottoposta ad atteggiamenti razzisti ed arroganti per fortuna, anzi sono stata sempre aiutata. Soprattutto quando, a causa delle mie iniziali ( i primi due anni) difficoltá linguistiche avevo bisogno di spiegazioni “extra” da parte dei professori, o dovevo cambiare la data dell’esame per motivi personali o ero semplicemente in difficoltá con la burocrazia e il sistema tedesco, ho trovato sempre persone e studenti disponibili. Non ho avuto la fortuna di frequentare Tor Vergata, che sicuramente é piú organizzata della Sapienza ( che invece ho frequentato), posso solo dire che il sistema di esami e corsi che ho frequentato io alla Humboldt prevedeva un approccio molto pratico e vicino ai professori e docenti, tante prove scritte ravvicinate, gruppi di lavoro, insomma, uno studio “vero e concreto” invece di vedere i professori solo a un chilometro di distanza durante le lezioni e/o solo durante gli esami ( come alla Sapienza per diverse facoltá). Gli studenti tedeschi con i quali mi sono venuta a trovare mi hanno sempre aiutata durante i primi anni di difficoltá, per non parlare della revisione della tesi di laurea….Tutto questo paraculismo io non l’ho sperimentato, forse sei stato semplicemente sfortunato, i paraculi d’altronde esistono ovunque.
L’articolo dello Spiegel mi ricorda tanto la montatura che fu fatta dalla stampa durante i mondiali di calcio. Mentre qua si respirava un’aria bellissima, di odi e contrasti tra italia e germania manco l’ombra ( io stessa sono andata a vedere la semifinale in un posto dove ci stavano anche tedeschi e dopo la partita, oltre la normale delusione dei tedeschi, non ci fu niente di piú), addirittura dopo la vittoria dei mondiali a festeggiare sul kudamm eravamo noi italiani ma anche tantissimi tedeschi con la loro bandiera ed era una gran festa ( come le sono state tutte e 6 le settimane), la stampa non faceva altro che aizzare un paese contro l’altro. Ricordo quale fu il motivo: una televisione italiana aveva fatto presente che un difensore tedesco aveva, a partita finita, dato un pugno ad un altro giocatore. Questo giocatore, di cui non ricordo il nome, era stato quindi escluso dalla semifinale contro di noi proprio a causa di questa tv italiana…la stampa tedesca ha fatto un casino ( ma intendiamoci, stampa tipo BZ o BILD….per capirci). hanno inneggiato a non mangiare piú pizza e pasta, insomma…si sono arrabbiati ( ma noi non lo avremmo fatto?) ma sempre con un tono direi umoristico. Tra la gente peró questo malumore non si é fatto affatto sentire. Che cosa fa la stampa italiana invece? Riporta a grandi titoli questa storia del boicottaggio alla pizza e pasta (…) e ne fa una faccenda di stato. In parole povere, viene montata su una guerra mediatica che nella realtá non esisteva. Ricordo che mi infuriai e scrissi diverse lettere alle redazioni dei giornali. QUa la situazione é simile. Un tale scrive un commento sullo Spiegel, dicendo cose in parte giuste ma in parte totalmente esagerate,insomma , fuori dalle righe. Ricordo peró che é solo un commento di un giornalista in un giornale online. Che cosa fa la stampa italiana? Ribatte in toni ancora piú alti, per alimentare questo contrastro fra italiani e tedeschi ( che nella vita quotidiana qua io non vedo piú del contrasto che ci sta fra italiani e italiani in Italia) e da pane per i denti di chi su questi pregiudizi ci vive e parla parla parla…quante ne ho lette negli ultimi giorni….fino a che ho deciso di non leggere piú per non farmi venire il voltastomaco…..
Per quanto riguarda invece il tema dei “10 turcgi bruciati dai neonazi” vorrei mettere chiarezza: leggete qua: http://de.wikipedia.org/wiki/Neonazi-Mordserie
sono omidici che sono avvenuti tra il 2000 e il 2006, i colpevoli si sono suicidati o sono in prigione.Non sono stati “bruciati”, l’arma del delitto é stata una pistola.
Ruth
1 febbraio 2012
Ciao Ruth, che dire mi avrà detto sfiga!
Dai mi fido, visto che il tuo blog per me è stato essenziale per affrontare la burocrazia tedesca, per una questione “karmica” ora dovrò avere avere una gran fortuna
Luca
1 febbraio 2012
Gli italiani che guidicavano sull’articolo dello Spiegel secondo me non sanno neanche parlare e soprattutto capire il tedesco. a chi interessa:
http://www.giornalettismo.com/archives/193357/la-bufala-di-repubblica-sui-tedeschi-e-schettino/
Frederike
1 febbraio 2012
bello l’articolo che hai postato Frederike
Ruth
1 febbraio 2012
sì, però non guardare certi commenti sotto l’articolo…;)
Frederike
1 febbraio 2012
ciao ruth!
è molto interessante questo sito!
E’ bello sentire come una romana de roma come te difenda a spada tratta un paese che non è il suo.
Spesso mi capita di sentire italiani all’estero che criticano in continuazione le differenze con l’Italia,quando invece bisognerebbe fondersi con il nuovo paese e la nuova realtà che si viene a vivere,cercando prima di tutto di capirla per poi apprezzarla.
a cosa servirebbe infatti viaggiare se tutto il mondo fosse uguale?
Brava complimenti!
Anch’io vorrei fare il salto e provare a trasferirmi a berlino…avresti per caso qualche sito da consigliarmi,ad esempio per trovare casa?
Sai se l’ambasciata tedesca a milano mi può aiutare?
danke
daniela
dani
6 febbraio 2012
Quello che ancora non capisco dei berlinesi (dopo solo 6 mesi, sia chiaro) è perchè abbiano dei modi così bruschi nel dire le cose a volte: niente “bitte”, usano questo infinito che a me suona scortese, anomalo e in stridente contrasto con il rispetto che offrono in altri ambiti. Che dire, col tempo mi ci abituerò o capirò meglio, chissà…
Luciano
13 febbraio 2012
http://www.morgenpost.de/berlin-aktuell/article1380613/Berliner-Morgenpost-startet-Imagekampagne.html
vai a mangiare la pizza ai “due forni” e poi ne riparliamo.
comunque è così.. suonano un po’ barbari a volte. 6 mesi sono ancora nel ancora nel periodo di rodaggio.
reno
13 febbraio 2012
Come in tutte le metropoli: fatti un giro a parigi o ny, poi mi dici come sono carini e gentili…
carlo
13 febbraio 2012
Cmq lo scrivono anche sulle guide della berliner schnauze.
joe
13 febbraio 2012