Crescere i bambini col bilinguismo

formiche

È da settimane che provo a scrivere un articolo con la descrizione di tutti gli asili italo tedeschi che ci stanno ma per mancanza di tempo, di informazioni e di pazienza ci ho praticamente quasi rinunciato. Ma metterò una bella lista con i link le informazioni più importanti nell’articolo a seguire, promesso!

Mentre sto in treno direzione mare del Nord per Pasqua, ho pensato che invece mi piacerebbe raccontarvi la mia esperienza con i miei figli che sono completamente bilingui, perché tante sono ormai le coppie miste come pure le coppie di italiani che decidono di trasferirsi con bambini in Germania.

Conosco molte, troppe famiglie, dove per mancanza di informazione, bambini che sarebbero potuti crescere perfettamente bilingui, se non trilingui, ne hanno imparata solo una. Questo perché i genitori hanno fatto lo sbaglio, di non parlare la propria lingua madre col bambino o di accettare che il bambino gli parlasse il tedesco, credendo di fargli un favore.

Ci sta un principio pedagogico chiamato “una persona una lingua”, che indica che un bambino, a partire dalle prima settimane di vita, impara ad associare una lingua ad una persona ( o ad una serie di persone) e che se quella persona rimane costante nella lingua usata, il bambino si abitua molto velocemente, mentre viene confuso da una persona che salta da una lingua all’altra, comportando degli sbagli nello sviluppo linguistico. Questo principio é quello su cui si basano per esempio tutti gli asili bilingui a Berlino, che hanno personale madrelingua italiano e tedesco. Gli educatori parlano col bambino solo la propria lingua madre, e il bambino impara a relazionarsi con loro in quella lingua. È chiaro che un bambino arrivato dall’Italia con conoscenza nulla del tedesco avrà più bisogno di un’educatrice italiana durante i primi mesi di asilo, ma vi garantisco che in un batter d’occhio comincerà ad avere una parlantina tedesca veloce e sicura da farvi rimanere di stucco. L’ho visto succedere con tutti i bambini italiani arrivati all’asilo dove ho portato tutti e tre i miei figli ( www.asiloitaliano.de) e dove la direzione é sempre stata attenta a mettere educatori di tutte e due le lingue presenti in tutte le ore del giorno.

Quale é l’errore che fanno tanti, tantissimi genitori italiani, che hanno fatto un figlio con un partner tedesco, e che avrebbero la chance di far crescere i bambini completamente bilingui? Sento tanti di loro lamentarsi perché i bambini parlano soltanto il tedesco, l’italiano lo capiscono ( soprattutto se messi alle strette durante le vacanze estive in Italia), ma si rifiutano in generale di parlarlo, portando ad una frustrazione altissima nonni e parenti italiani. L’errore nasce dal fatto che quando il bambino, che magari non va ad un asilo bilingue ma ad uno tedesco, comincia a parlare (verso i due anni) le prime parole e frasi saranno con una probabilità altissima in tedesco. Il genitore italiano a quel punto, dovrebbe “impuntarsi” con l’italiano. Dovrebbe continuare a parlare in italiano col bambino e nello stesso tempo “rifiutare” qualsiasi parola in tedesco, dicendogli che non capisce, facendo finta di non capire, in modo giocoso e divertente, ma FERREO. Il bambino deve capire da subito che con quel genitore non ci sta alcuna possibilità di comunicare se non con l’italiano,e quindi lo si deve dolcemente costringere a ripetere la parola in italiano, o a dire la mezza frasetta in italiano, se non lo fa, la vostra reazione deve essere inesistente. Se no non funziona. Questa piccola “lotta” può durare da due giorni a due settimane, non di più, e se sarete irremovibili farete a vostro figlio il regalo più grande che gli potete fare, facendolo crescere perfettamente bilingue. Infatti il bambino capisce molto in fretta con chi deve parlare in tedesco e con chi in italiano, partendo dal presupposto però che si rimanga costanti in una lingua per tutto il periodo dove il bambino la apprende e la sviluppa. Cominciare a parlare al bambino in tedesco “così si fa più veloce, o così papà /mamma capisce” non va bene!!! In questo modo lo confondete soltanto e gli impedite di imparare in maniera giocosa una seconda lingua. È inoltre risaputo che bambini che crescono bilingui e che imparano una seconda e una terza lingua fino al 6.anno di vita hanno nella vita molta più facilità a impararne una terza o una quarta.Non mi scorderò mai la frase di una bella ragazza russa in vacanza con me a Gallipoli, aveva avuto una bambina da un italiano e parlava in italiano alla piccola. Alla mia domanda “ perché?” lei, che mi sembrava una ragazza intelligente, mi disse “ma é una lingua così difficile, non posso parlarle in russo!!! aaaarrrggghhh certo questo é un caso limite e sono sicura che tutte le mamme e i papà che mi stanno leggendo ora non fanno questo sbaglio per questo motivo, ma più che altro per motivi di comodità o di rispetto nei confronti del partner ,o molto semplicemente perché nessuno gli ha mai detto che con un piccolo sforzo, i bambini cambiano, e accettano ben velocemente di parlare un’altra lingua.

Con i miei primi due figli maschi ho dovuto combattere perché parlassero l’italiano, sono state due settimane in cui mi fingevo sorda, muta, apatica, e poi appena la parolina italiana risuonava, magicamente mi trasformavo e reagivo. Ma ne é valsa la pena. Loro parlano fluentemente tutte e due le lingue, anzi tre, perché ci tengo ovviamente che imparino, e bene, il romanaccio. Mio figlio che all’età di 5 anni, mentre mi aspetta davanti al portone mentre fuori ci sta la tempesta di neve e ci si sente non a Berlino ma al polo Nord, mi dice “ A mà, sto a fá la schiuma”, é impagabile.

Con mia figlia, la piú piccola, é stato invece completamente l’opposto. Lei si é identificata completamente con me ( e ancora lo fa) e ha praticamente rifiutato di parlare tedesco fino all’età di tre anni. Oppure diciamo lo parlava se messa alle strette ( con le educatrici, con il papà che come da programma si fingeva muto sordo o le diceva “ich verstehe dich nicht!!”), qualche parola qua e lá per farsi capire. I nostri sforzi sono stati ricompensati anche qua da una bambina che non solo parla due lingue, ma le parla bene! Tra i 3 e i 4 anni Alice ha deciso che anche il tedesco era una lingua in cui valeva la pena parlare, e da un giorno all’altro, come se niente fosse, ha cominciato a comunicare in maniera fluida e corretta con educatrici , amichetti e parenti.

Ci tengo particolarmente ad insistere sul fatto che anche se il bambino ha già 3 o 4 anni e si é fatto lo “sbaglio” di accettare che parlasse il tedesco, e il bambino capisce l’Italiano ma si rifiuta di parlarlo ( o viceversa!), non tutto é perduto. Magari si tratta di più di due settimane di “lotta”, ma alla fine , se ci si impegna e si “costringe” il bambino a parlare la lingua per avere una comunicazione, funzionerà!

Non ci sta punizione peggiore per i bambini che quella di non poter comunicare con un genitore. Quanto tempo penserete che accetterà una situazione in cui il genitore non gli parla finché lui non usa la lingua madre del genitore? Perché il bambino, non scordiamocelo, quella lingua nel cervello la padroneggia completamente, ma per un motivo di comodità e perché l’ambiente in cui cresce é tedesco, ha imparato ad usare l’altra. Conosco una coppia di amici anche loro a Berlino, dove il padre, inglese, ha cominciato ad usare questa tecnica quando la figlia era già abbastanza grandicella ( circa 4-5 anni) e parlava solo il tedesco. Nel giro di pochi giorni di “lotta” linguistica, la bambina ha cominciato a parlare in inglese come se niente fosse!!! E ora lei e i suoi fratelli sono ovviamente bilingui ( coi fratelli il padre non ha fatto lo stesso sbaglio e ha adottato il metodo “duro “ da subito).

Con questo articolo voglio quindi incoraggiare tutti i genitori che si trovano in questo tipo di situazione a cambiare atteggiamento nei confronti dei loro figli.

Il bilinguismo é un regalo che gli é dovuto, nel futuro avranno molte più possibilità, ma soprattutto é la possibilità di avere un legame più stretto con la propria terra e cultura: solo attraverso una lingua ( e un dialetto) perfettamente parlato si possono capire tante sfumature di un popolo.

Berlino offre inoltre anche la possibilità di iscrivere i bambini ad una scuola europea,dove il progetto bilinguismo può essere proseguito con l’alfabetizzazione e l’insegnamento delle materie di entrambi i Paesi. Ma di questo parlerò separatamente.

Buona Pasqua a tutti, Berlino ci sta regalando un tempo stupendo, godetevelo, é cominciato il periodo più bello dell’anno!

Posted on by Ruth in Cultura, Curiosità, Famiglia e bambini, Scuole e asili bilingui, Società, Varie

58 Responses to Crescere i bambini col bilinguismo

  1. Jade

    salve, ho due bimbe di 2 e 4 anni, ci trasferiamo in primavera estate a Berlino. Per iscrivere le bimbe, metterle in lista di attesa basta compilare il form che i siti ddegli asili hanno sul proprio sito? o devo andare personalemente negli asili nella zona dove abiteremo?
    grazie il blog è molto interessante.

  2. Ugo

    Se parli di asili-bilingui italo-tedeschi devi compilare il form ma sopratutto incontrarli per poter essere messo in lista d’attesa. Considera che il 90% degli asili hanno già programmato gli inserimenti per l’anno 2012/2013.

  3. manuela

    ciao a tutti e grandissimi complementi a Ruth e tutti coloro che creano questo spazio utlissimo e magnifico! Vivo a Berlino da 5 anni e ho due gemelli di 10 mesi. Io e mio marito italiano anche lui avremmo fatto giä lánmeldung per il posto dei bimbi a 3 asili waldorf… ci piacciono molto ma sono attanagliata dal dubbio che andando a 3 anni ( nel caso loro 2 anni e 10 mesi, entrando ad agosto 2014) possano trovare difficile lápprendimento del tedesco, visto che a casa si parla italiano e coi nostri amici tedesco ma e´comuqnue un tedesco che non sento tutti i giorni e che non e´quello “correttissimo” per cosi dire. Chiedo un consiglio a voi che avte piü esperienza… Meglio mandarli all´asilo bilingue italo tedesco o va bene direttamente ad uno tedesco? Ringrazio tutti delle risposte e del consulto. Manuela

  4. Hugs

    Argomento già trattato miliardi di volte e vedrai che ognuno ti dirà la sua. La mia in breve : A)a 2 anni i bimbi apprendono qualsiasi cosa essendo in piena fase cognitiva fino a 8 anni, quindi eschimese o tedesco non fa differenza B) parleranno in ogni caso due lingue se però fanno un percorso bilungue avranno anche in italiano la stessa ricchezza di vocaboli e di lessico grammaticale che avranno con il tedesco (che sarà la loro lingua dominante in quanto lingua ambientale)C)la peggiore cosa che potete fare voi genitori italiani è parlare in tedesco con i vostri figli, non fareste altro che rallentarli. Alla loro età viaggiano ad una velocità di apprendimento che gli adulti se la sognano. In sintesi : ognuno parla la sua lingua madre e poi loro se la sbrigano da soli.

    Ugo

  5. manuela

    Grazie della risposta Ugo, quindi se ho capito bene il pregio di mandarli ad un asilo bilingue sta nel fatto che come tu dici avranno la stessa ricchezza linguistica in entrambe le lingue. Io credevo che in famiglia sarebbe stato sufficiente il nostro italiano, per questo avevamo pansato di iscriverli ad un asilo tedesco… Aspetto di leggere anche altre esperienze con interesse. Mi consola sapere che comunque non avranno problemi con la lingua anche se inziano a quasi 3 anni appunto… grazie, smbreranno stupidi questi dubbi magari per voi che gli avete vissuti… già. rimango ancora indecisa…

  6. Hugs

    Non dimenticarti in ogni cosa qual’è la vera questione : a 3 anni (ho una figlia di 2 anni e mezzo) è l’italiano ad essere in gioco e non il tedesco.

  7. manuela

    Cavolo proprio questo e´evidentemente quello che davo per scontato…

  8. Conny

    Ciao a tutti,
    sono una mamma tedesca che parla con il suo figlio di 7 mesi esclusivamente in italiano. Il papà lo parla in tedesco.
    Mi sono trasferita a Berlino da Londra da poco tempo.
    Sto cercando delle altre mamme Italiane che vorrebbero incontrarsi con me e mio figlio o pure un gruppo dove i bimbi potrebbero giocare insieme.
    Ovviamente se a voi serve dell’aiuto in tedesco sono disponibile.
    Grazie mille
    Constanze

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