Appuntamento al buio: mangiare all’UnsichtBar

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Passiamo ad argomenti piú leggeri, voglio segnalarvi un ristorante molto particolare dove sono stata la settimana scorsa con degli amici. Forse molti di voi ne hanno giá sentito parlare. Si tratta dell’Unsicht-Bar (Bar invisibile)  ( chiamato anche Dunkelrestaurant, ristorante scuro) che si trova a Mitte, qua trovate indirizzo e info piú precise:

http://www.unsicht-bar-berlin.de/unsicht-bar-berlin-v2/en/html/home_1_idea.html

É un ristorante dove si mangia completamente al buio, un’esperienza forte che consiglio a tutti quelli che amano mangiare e sperimentare qualcosa di nuovo. Vi racconto brevemente come é andata. Appena si arriva si viene fatti accomodare in un comodo Foyer, dove di luce ce ne sta ancora e dove si puó bere un prosecco nell’attesa e leggersi i menú e sceglierne uno. Si puó scegliere tra 4 diversi menú, che vengono peró descritti in maniera fantasiosa, senza far capire cosa si mangerá esattamente  ( per es. manzo, vegetariano, pesce, etc).Dopo un po’ arriva il tuo cameriere personale che si presenta molto gentilmente e ti invita a spegnere i cellulari. Bisogna premettere che tutti i camerieri che lavorano nel Dunkelrestaurant sono totalmente o parzialmente ciechi, se no sarebbe impossibile immagino fare il lavoro che fanno. Il nostro cameriere si chiamava René e dall’aspetto non sembrava affatto cieco. In ogni caso vieni invitato a tenerti dietro alle sue spalle e a fare un trenino entrando nella sala del ristorante che nel giro di un attimo diventa non buia, di piú! Si entra dentro in questa sala e camminando relativamente piano e sempre facendo il trenino si passa tra i tavoli, si sente gente che mangia, che ride, che fa cadere qualcosa, ci stanno scambie di battute tra camerieri tipo oops passa avanti tu, io mi accodo, insomma un’atmosfera del tutto surreale e poi si arriva finalmente al proprio tavolo. Il gentile cameriere ti porta fino alla tua sedia, dove tu finalmente ti siedi, e ti spiega che cosa trovi sul tavolo ( le solite cose ovviamente! posate, bicchieri, pane!). Devo ammettere che quei primi 5 minuti seduta al tavolo ho provato una leggera sensazione di panico. NOn ero mai stata in un buio tale, non si riesce a vedere  un ‘ombra manco a pagarla e anche se sbarri gli occhi e ti sforzi in maniera esagerata niente da fare: sei circondata dal NERO! Per fortuna eravamo in 4 e per tutti era un’eseperienza nuova, quindi abbiamo cominciato a ridere, a cercarci con le mani, a capire come stavamo seduti, quale forma aveva il tavolo, e in men che non si dica era giá arrivato l’antipasto.La mia iniziale sensazione di disagio si era dissolta dopo pochi minuti. Da quel momento in poi é stato un unico degustare delle portate.  Non mi dilungo su cosa ho mangiato perché non voglio rovinare a nessuno la sorpresa in caso ci vogliate andare, posso peró dire che non potendo vedere con i propri occhi cosa mangiavamo beh…per molte cose abbiamo tirato ad indovinare! Provare a mangiare con le posate si é rivelato abbastanza difficile per me che sono una persona golosa e con poca pazienza e quindi, complice il buio, ho seguito il mio istinto e dopo aver tastato per bene con le mani cosa avevo sul piato e appurandone la consistenza, beh, ho mangiato parecchie cose con le mani, lá dove era possibile. Ed é stato un grande piacere. Tra le portate veniva sempre il nostro René a chiederci se avevamo bisogno di qualcosa ( per es. se qualcuno deve andare al bagno)  e a portarci le bevande. Siamo riusciti a versarci l’acqua senza far cadere niente e a non fare alcun danno ( salvo il giorno dopo,  quando sono uscita per un appuntamento, mi sono accorta che avevo diverse macchie sui jeans….e non me ne ero accorta la sera prima…). Era divertente provare ad assaggiare le portate degli altri e ascoltare i discorsi dei vicini di tavolo, e rendersi conto di quando arrivava un gruppo nuovo dal tono leggermente isterico delle loro voci ( come lo eravamo stati noi all’inizio). Il menú da me scelto é stato sublime, dall’antipasto al dessert mi sono goduta ogni singolo boccone e anche la quantitá era tale da non farmi sentire un sacco di patate quando siamo usciti. Visto che alla fine ero anche un pochino stanca ho approfittato per tenere gli occhi chiusi ogni tanto, nessuno ovviamente poteva accorgersene..Certo il prezzo non é bassissimo, per un intero menú si paga tra i 48€ e i 55 € a persona, ma in fondo sono anche 4 portate!

Una volta usciti dal ristorante si fa una certa fatica a riabituarsi alla luce e si va subito a vedere cosa si é mangiato sul serio nei menú rivelatori. Devo dire che piú di uno di noi ha preso delle belle toppe come si dice a Roma e ha mangiato qualcosa nella totale convizione di star mangiando qualcos’altro.

Il Dunkelrestaurant é una bella esperienza da fare, ve la consiglio, é anche un’ idea regalo originale se siete a corto di idee. Bisogna prenotare con diverso anticipo e cercare di evitare ovviamente il Venerdí e il Sabato sera quando é molto pieno e molto rumoroso. Essendo infatti il senso della vista momentanemente in standby, tutti gli altri sensi aumentano al massimo le loro funzioni.

Attendo le vostre esperienze. Guten Appetit!

Posted on by Ruth in Cultura, Curiosità, Gastronomia, Quartieri, Ristoranti, Società, Turismo, Varie

4 Responses to Appuntamento al buio: mangiare all’UnsichtBar

  1. Alberghi Berlino

    ahahah…bellissimo, ma la storia del cibo al buoi mi piacerebbe più sentirla che provarla 😛

  2. Eres

    che bello davvero! lo voglio assolutamente provare! il problema sarà trovare qualcuno disposto a spendere 50 euro per un pasto per accompagnarmi.. avendo io 22 anni ho praticamente tutti amici studenti e squattrinati :)
    se qualcuno ha voglia di aggiungere un posto a tavola mi faccia sapere :)
    Eres

  3. Simone Terlizzi

    intrigante

  4. dario

    ipovedente, italiano, a berlino.
    Mi ero interessato a queto tipo di ristoranti per andarci a lavorare visto che in quelli nomrali faccio solo disastri. Molte volte mi trovo a vivere situazioni come questa, ma sono l’unico e non sono la buio, Non per gli altri, che mi vedono toccare il vino con un dito per sentire quando arriva all’orlo del bicchiere. Fatevi esperienze di questo tipo anche per imparare a non essere mai avventati con i pregiudizi

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