Italiani vs. tedeschi

italiani e tedeschi a confronto

Per un motivo o per l’altro, da quando vivo a Berlino mi capita di tornare a casa a Milano praticamente tutti i mesi. E mi sono accorto che, oltre al fastidio che ho sempre provato per gli italiani casinisti all’estero, comincio a provarne uno analogo, simmetrico per i tedeschi fuori dalla Germania.

Ad esempio in Agosto ero capitato in coda in aeroporto vicino a un gruppetto di ragazzine al ritorno dalle vacanze, che essendo in Italia pensavano di poter gridare tutto quello che volevano in tedesco, tanto nessuno le capiva. Invece il mese scorso, sempre in aeroporto, mi sono imbattuto in una comitiva di persone di mezza età, che, in coda per l’imbarco, osservavano le notizie che scorrevano sullo schermo e si lamentavano di come, oltre a una riga per le elezioni tedesche, si dedicasse altrettanto spazio alla Formula 1 (come dire, anche in Italia bisogna parlare solo delle loro elezioni).

Per carità, lungi da me l’idea di generalizzare, tanto sugli italiani quanto sui tedeschi. Volevo solo riflettere sul fatto che alla fine ognuno ha i suoi difetti, solo che noi italiani siamo convinti di avere il peggio di tutti in tutto (con qualche significativa eccezione, come cibo, moda e opere d’arte). Il guaio è che, a forza di pensarlo noi, abbiamo convinto tutti che sia così. Ad esempio all’indomani del terremoto in Abruzzo qualche mio collega era convinto che tutte le case in Italia fossero costruite dalla mafia, almeno al sud, che per loro comincia più o meno appena sotto la Romagna: per loro il nord Italia è più o meno una regione avanzata mentre il sud è terzo mondo, e per questo in vacanza da noi non si spingono per l’appunto più giù della Romagna, ignorando che al sud ci sono le spiagge più belle.

Ma un episodio mi ha colpito in particolare, forse perché arrivato a freddo, quando ero qui solo per due giorni, per un colloquio presso l’azienda che poi mi avrebbe assunto, e non avevo dimestichezza con la cultura tedesca. A tenere il colloquio erano in due: il mio attuale capo, appena sopra i trent’anni, e il suo socio, intorno ai settanta. In particolare quest’ultimo si è profuso in una serie di domande che a me apparivano abbastanza surreali: perché mi interessava lavorare a Berlino, se sarebbero venuti con me i miei genitori o almeno fratelli o sorelle… Insomma, la scena che mi compariva davanti era di me con la valigia di cartone, i miei genitori al seguito e una dozzina di fratelli e sorelle: hai voglia a spiegare che i miei genitori lavorano entrambi a Milano e il mio unico fratello aveva appena trovato lavoro anche lui!

Sempre al lavoro, da dove mi vengono gli spunti più interessanti per la mia opera di confronto interculturale: un mio collega in pausa pranzo, ben oltre i cinquant’anni, una volta mi fa “du bist kein typischer Italiener, ein typischer Italiener würde ständig reden”: non sei il tipico italiano, parli troppo poco! A parte il fatto che se parlo poco è per la poca familiarità con la lingua, perché sono appena arrivato e questo oltretutto è il mio primo lavoro, e prima di aprirmi un po’ con gente che mediamente ha il doppio della mia età cerco almeno di capire l’ambiente in cui mi trovo… ma poi un italiano non può essere timido o sulle sue?

Gli stessi colleghi che a pranzo si meravigliavano che un italiano evitasse sempre la pasta, finchè una volta non ho commesso il tragico errore: ho letto il nome di un piatto lungo tre righe, ma mi sono sfuggite le ultime due paroline: “mit Nudeln”, con pasta! Insomma mi vedo servito un piatto colmo di pasta in bianco, sulla quale viene versato una specie di gulasch con il suo sughino, che doveva servire anche da sugo della pasta! Come se noi dicessimo “carbonara alla pasta”! Vi lascio immaginare…

[Foto presa da Flickr]

Posted on by Davide in Cultura, Curiosità, Varie

30 Responses to Italiani vs. tedeschi

  1. carlo

    Davide, sembra che a Berlino tu non ti trovi poi così bene. Quando sono lì Milano non mi manca affatto, ma non so dopo un po’ di tempo, mah….

  2. Davide

    Doch! Sì che mi trovo bene… pensavo che si cogliesse l’ironia nel post. Quello che voglio dire è che ognuno ha i suoi difetti, e i nostri non sono così brutti come pensiamo.

    A me Milano non manca tanto, sarà che torno come ho detto più o meno tutti i mesi, non perché ci tenga particolarmente, anche se mi fa piacere, ma per diversi motivi… Però Berlino è Berlino, qui sto cominciando a costruirmi la mia vita e mi sento veramente libero…

  3. carlo

    Sì Davide, ho capito, è lo stesso per me !
    Grazie

  4. Ruth

    Ciao Davide, su una cosa devo darti torto. È difficile trovare un popolo cosí autocritico come i tedeschi. Se li senti parlare di loro stessi, loro si reputano senza ironia, senza fantasia, troppo freddi, lavoratori, senza passione. E L’idea che hanno dell’Italia-stiamo sempre parlando della MEDIA e non dei casi singoli- é un’idea molto romantica e positiva ( a parte le scelte politiche… e il caos che ci circonda…ma come dargli torto). Il commento del tuo collega al fatto che tu parlassi poco non era una cosa negativa! Loro ci invidiano il nostro riuscire a comunicare con tutti in mezzo secondo anche se non ci si conosce. E lui stava solo notando un dato di fatto, perché diciamo la veritá, gli italiani parlano di + o almeno a voce + alta dei tedeschi…ma questo per loro non é un fattore negativo. Quando io ho fatto il colloquio di lavoro é chiaro che mi hanno chiesto anche a me se ero qua da sola o con altri membri della famiglia, ma questa mi sembra una domanda leggittima.
    Il fatto é che loro sono molto diretti e a volte questo ci sembra poco diplomatico o offensivo.
    ma in realtá é solo molto SACHLICH…
    in ogni caso….wilkommen in Berlin!

  5. Ciro

    complimenti per il vostro blog… sarà una bella fonte dalla quale attingere per chi voglia conoscere per bene Berlino prima di visitarla o per chi voglia viverci (come farò io).
    P.S. Non vedo l’ora di leggere un bell’articolo per chi come me vuole avviare un attività a Berlino!

  6. Davide

    Autocritici e autoironici lo sono di certo… una volta stavo chiedendo ai miei colleghi come mai chiamassero la patente “Fahrerlaubnis” e non “Führerschein”, e uno mi ha risposto (scherzando) che la parola “Führer” in Germania è un po’ problematica…

    Però vedi, di quello che hai scritto è quel “come dargli torto” che non mi piace. Sentendo i loro discorsi, mi sono fatto l’idea che qui la situazione politica non sia tanto meglio che in Italia… poi chiaro, ci sembra sempre un po’ meglio o un po’ peggio a seconda se al potere c’è la nostra parte politica o no, ma da qui a dire che la situazione è un disastro… anche perché se i miei colleghi pensano e dicono quello che ho scritto su mafia, sud e così via non è certo perché da 1 anno e mezzo è al governo Berlusconi, tanto per capirci.

    Ma scusa perché il capo doveva chiedermi se mi portavo dietro i parenti? A un tedesco che veniva, che so, da Friburgo l’avrebbe chiesto? E poi insisteva, non si capacitava della cosa…

  7. carlo

    Mi dispiace Davide, ma non sono d’accordo : la situazione politica italiana è oggettivamente drammatica. Non facciamo confronti con la civilissima politica tedesca dove, per loro fortuna, non sono ” governati ” da un ricchissimo e potentissimo personaggio analfabeta della costituzione e della democrazia che ha in mano tutte le TV ecc ecc. E’ uno dei motivi per cui si sta bene in Germania !

  8. Ruth

    Ma Davide, quale é il problema se il tuo capo lo voleva sapere? Voglio dire, ti sta per assumere, avrá tutto il diritto di sapere cosa ti ha spinto in Germania, se é stata una scelta tua o se sei venuto perché “trascinato” dalla famiglia. Durante un colloquio di lavoro questa domanda puó benissimo far molta luce sulla persona che si ha davanti. E poi lo hai detto tu, quello che ti faceva questa domanda era il 70enne, no? Beh, i tedeschi di quell’etá sono persone che o si amano o si odiano o si accettano come sono.E comunque durante un colloquio di lavoro trovo leggittimo che una persona ti possa fare una domanda cosí, magari a quello di Friburgo gli avrebbe chiesto perché non se rimane sul lago di Costanza che é tanto + bello.
    Per quanto riguarda la politica, ci sta un differenza abbissale. NOn dico che qua non ci sia corruzione o che le cose si muovano lentamente o che facciano sbagli. Ma non ci stanno le buffonate e le pagliacciate italiane e la politica é vista come una cosa SERIA, tanto che io rimango sempre stupita di come venga vissuta seriamente qua la segretezza del voto. A momenti manco mio marito mi dice cosa vota…

  9. Davide

    Ruth, non c’è nessun “problema”, e tutte le domande sono legittime, ma è indice della mentalità e di come ci vede un tedesco di 70 anni, per questo mi sembrava interessante riportarlo. E comunque le idee su nord e sud le ho sentite anche da gente ben più giovane.

    Per quanto riguarda la politica (e mi ero ripromesso di non buttarla in politica, ma vabbè) la differenza abissale è una sola, che chi prende più voti governa, e gli altri non dicono che ci sono stati brogli o che c’è una dittatura, come puntualmente succede da noi chiunque vinca. Purtroppo nei vostri commenti vedo lo stesso modo di pensare di essere peggiori di tutti che rimprovero ai miei connazionali.

  10. carlo

    Purtroppo Davide non lo diciamo noi, ma tutti i giornali più autorevoli del mondo. Comunque non voglio buttarla in politica, ma voglio parlare di Berlino.

  11. Ruth

    Davide, almeno cosí con le nostre autocritiche controbilanciamo il miglior presidente degli ultimi 150 anni!
    Scusa l’ironia, ma l’italia vista da qua a me ormai sembra una barzelletta. E non parlo solo di chi governa. Parlo anche di chi sta dall’altra parte. Noi siamo fortunati a vivere qua, non ce lo scordiamo.

  12. gigi

    Davide, vuoi un consiglio..scopa!

  13. Exit paul

    Scusate se mi introduco in qualitá di italiano a Madrid… Ruth, sante parole le tue: fortuna, sí, ma per tutti gli italiani sparsi nel mondo aggiungerei il coraggio di volersi mettere alla prova cercando quelle opportunitá di crescita personale – e non solo sul piano lavorativo – che purtroppo nel nostro (Bel)paese continuano a mancare… Comunque critiche, autocritiche, scambi di esperienze: tutto serve a crescere (e questo è anche il senso del blog!)
    Buona vita :-)

  14. Ruth

    Gigi ma che c’entra! Dai vogliamo rimanere su un piano civile e non buttarla sul volgare. Certo quello é sempre un buon rimedio a tutti i problemi del mondo (come si vede da quello che succede nel nostro Belpaese..). Pis and love….:-)

  15. Davide

    Caro Gigi, ti ringrazio del consiglio garbato e cortese, ma ti suggerisco di pensare anche un po’ a te stesso, visto che a quanto pare non hai di meglio da fare che sfogare le tue frustrazioni su un blog su cui nessuno ti ha chiesto niente e con una persona che neanche conosci.

    Ruth, ti ringrazio ma poveretti come lui sono senza speranze, me lo immagino davanti al computer che ridacchia per la sua sagace battuta… che pena…

  16. Sandro

    Quoto Ruth: peace & LOVE… soprattutto love ;)

  17. Ruth

    Ecco, sono appena reduce da una telefonata che mi ha cmq fatto venire un nervoso…..
    un’agenzia immobiliare vuole che il mio cliente paghi la provvigione x l’acquisto di una casa subito e in contanti perché cito parole testuali ” voi Italiani non avete una buona reputazione per quanto riguarda i pagamenti e soprattutto non avete una buona reputazione adesso in politica”……
    Lui é uno stronzo pieno di pregiudizi che fa di tutta l’erba un fascio, ma temo rispecchi il pensiero di molti…..sigh…

  18. Davide

    Capisci cosa intendo? Come con la storia dei rifiuti di Napoli, o quando è successo il casino negli stadi per la morte di Sandri, tutti a dirmi “hai visto”… (allora ero in Austria). Ok, non abbiamo dato un bello spettacolo, ma non è che dopo il primo maggio sono andato dai miei amici tedeschi a dirgli “allora, ho visto che a Kreuzberg se le sono date anche quest’anno”…

  19. Ruth

    certo che capisco sono qua da 16 anni e sono sposata con un tedesco! ma ho imparato a capire che le loro affermazioni non sono tutte critiche (come quella di quel deficiente oggi al telefono) ma solo modi molto diretti e poco diplomatici di esprimere il loro pensiero, e non scordiamoci che ci sta una differenza abissale tra le due culture (ed é questo il bello), e siamo noi che dobbiamo, con dignitá ovviamente, imparare ad adeguarci a loro più che loro a noi.ma per adesso, a parte certi disastri gastronomici, il clima, e il modo di guidare a volte un tantino…troppo…ordinato…non ho avuto grandi problemi…mantenendo tutto il mio orgoglio italiano, misto ad una buona dose di efficienza e serietá tetescha. ciao!

  20. Lorenzo Improta

    Ciao,
    Seguo in tuo blog da qualche settimana. Sono a Berlino per l’Erasmus e devo dire che molte che dici non corrispondono alle mie esperienze. Secondo me non puoi generalizzare.Certe affermazioni poi come “siamo noi che dobbiamo, con dignitá ovviamente, imparare ad adeguarci a loro più che loro a noi” mi lasciano veramente atterrito. Forse dovresti vivere di più la città e conoscere meglio anche altri quartieri.
    Comunque buon lavoro
    Lorenzo Improta

  21. carlo

    Atterrito? Addirittura?
    Da una vita non sono riuscito ad adeguarmi ai miei connazionali italiani e, specie in questo periodo, ne sono contento.
    A che quartieri ti riferisci, Lorenzo ?

  22. Ruth

    Ciao Lorenzo beh il bello di un blog é quello di poter commentare insieme delle esperienze comuni. Sono contenta che tu ci segua e mi dispiace che tu abbia in qualche modo frainteso la mia frase. Non capisco come tu possa essere atterito su una cosa che a me sembra ovvia: stiamo in un paese che non é il nostro, ci viviamo, e mi sembra il mimimo adattarci alle loro regole senza voler imporre il nostro modo di fare, cosa che tra l’altro non mi riesce difficile perché la tolleranza che si respira a Berlino é per molti versi piú forte di quella italiana per altri versi. Prova ad andare con dei bambini urlanti in un ristorante in Italia e a cambiargli il pannolino o a chiedere se hanno un posto dove si possa fare (questo per fare un esempio da mamma). Dipende sempre dai singoli casi, ed é chiaro che non si puó generalizzare tutto. Per quanto riguarda il fatto di vivere di + la cittá, mi dispiace deluderti, sono qui da 16 anni e ho vissuto in praticamente tutti i quartieri, facendo la vita da studentessa, da senzaunalira, da cameriera, da chi andava a pulire, da babysitter, da donna in carriera, da mamma e ne posso aggiungere ancora a decine se ti interessa. Passo le mie giornate vivendo la cittá, andando in giro per tutti i quartieri a cercare case e sistemazioni per italiani che vengono a vivere qua. E sono un punto di riferimento per molti che qua ci vivono e cerco di aiutarli nei problemi quotidiani. Quindi il tuo commento di conoscere piú quartieri penso abbia beccato la persona sbagliata…la conosco meglio di tanti tanti Berlinesi, avendo fatto diventare un mestiere quello che prima era un hobby….cmq sono contenta che tu segua il blog e ogni critica é interessante.
    Spiegami bene cosa intendi per altri quartieri e alle esperienze che hai fatto, serve anche questo in un blog!
    Non é tutto rose e fiori e questo lo so, e non ho mai affermato il contrario.
    Ciao!

  23. Davide

    Lorenzo non capisco con chi ce l’hai, la frase che citi è di Ruth (con cui concordo, siamo noi ad essere a casa di altri, anche il modo in cui alcuni dicono “wir sind in Deutschland, wir sprechen Deutsch” è abbastanza fastidioso, e di solito lo dicono quelli che non sanno bene l’inglese). L’articolo però è mio… Se ce l’avevi con me preciso ancora una volta che l’articolo era ironico, e in questo caso devo rivedere il mio modo di scrivere perché evidentemente l’ironia non arriva… :/

    Comunque mi unisco all’invito di Ruth a raccontarci le tue esperienze, così possiamo confrontarci e discutere. Comunque io sono qui da 6 mesi e penso di conoscere un po’ Berlino, certamente più di un turista o dell’Erasmus medio, ma se ti rivolgevi a Ruth mi sa che hai proprio sbagliato persona…

    Ciao!

  24. INDASTRIA

    In tanti anni che conosco berlino posso dire che mai mi son sentito ripreso o stigmatizzato in quanto italiano; anzi.

    secondo me, a noi italiani possono dar fastidio alcuni atteggiamenti teutonici che sono tali in quanto loro modo di essere e che non cambiano a seconda della nazionalità di chi hanno di fronte.

    Certo alcuni tedeschi possono avere un’idea un po’ campata in aria dell’italia o degli italiani (perché, quella che in molti in italia hanno della germania o di berlino?), altri hanno un quadro della nostra nazione più chiaro e preciso di quanto lo abbia la maggior parte dei nostri connazionali (impressionante come cosa) ma TANTISSIMI manifestano una passione e amore incondizionati verso la l’italia che io mi fatico a spiegare.
    E parlo anche degli aspetti negativi che speso son ben evidenti loro :D mah…

    CMQ rovescerei il discorso perché tanti nostri connazionali che vivono a berlino pensano che sia una città intera a doversi adattare ai loro modi.

  25. mariagrazia

    concordo pienamente!anche io,essendo berese e in germania da 4 anni,lotto contro le generalizzazioni fatto sulla nostra italia meridionale.per farla conoscere meglio e dai suoi suoi lati migliori, sto organizzando per la vhs nella mia citta` serate speciali per esempio sulla puglia…ti garantisco che mi soddisfo guardando la meraviglia espressa da ogni partecipante nello scoprire le nostre meraviglie. purtroppo c´e` anche da dire che spesso purtroppo le notizie negative sono vere e che molti italiani in germania non si distinguono per pregi..vedi anche i figli nelle scuole qui in germania. dico solo, sono fiere di essere barese, italiana meridionale e cerco di dare il meglio e nel mio piccolo cerco anche di far cambiare qualche attegiamento o pregiudizio sbagliato; poi, nella convivenza cerco dirifarmi a cio`che trovo di positivo.
    saluti mgc.

  26. Andrea

    Io ho vissuto a Monaco di Baviera…quasi due anni. Non ci sono andato per lavoro … Non ci tonerei neanche per un milione di euro al mese … Tra i tanti posti che ho visto la Germania è quella che mi è piaciuta meno. Qualità della vita molto bassa … da tanti punti di vista …

  27. Andrea

    Non ho mai visto tanti attacchi sulla stampa tedesca verso altri paesi … avete notato? Non capisco con tutti i problemi, storici e attuali che ha la Germania … forse è un’arma di distrazione del governo …

  28. Peppe

    Oddio! Spaghetti con gulasch e sughetto….beh almeno non ti ci hanno messo anche la salsa di mela….

  29. alessandra

    Chi non ha mai assaggiato “Himmel und Erde” non può capire quali vette possa toccare la cucina tedesca …. A parte questo io ho trascorso a Berlino 4 bellissimi anni (c’era ancora il Muro) e a volte mi pento di non esserci rimasta. Lì la mia professionalità sarebbe riconosciuta e, perlomeno, Berlusconi lo vedrei solo da lontano

  30. mariagrazia

    E´ vero!! Hai ragione!!!
    Ho parenti e amici che, a Bari, con lauree, master e tante specializzazioni, si devono accontentare, se hanno fortuna, di lavoretti sottopagati, di poco conto e saltuari…il grande “puttaniere” e´ stato artefice di questi bei cambiamenti; con i lavori a termine, le aziende non hanno nessun interesse di assumere a tempo indeterminato…vogliamo pensare: quando, a che eta` si trova un lavoro fisso? A quanti anni ci si sposa e si hanno i figli? E da che eta` e per quanti anni si versano i contributi previdenziali per la fututa “pensione della vecchiaia”?
    Ecco perche`, seppur con qualche sacrificio, sono contenta di vivere in Germania, avendo sposato un tedesco, perche` per i miei figli, sicuramente non sara` cosi difficile e pericoloso come lo era per me quando ero ragazza, o sarebbe stato per loro, se avessimo vissuto in Italia!!
    Comunque…che vergogna per tutti i fatti e misfatti dei nostri rappresentanti del Governo…c´e` da esserne fieri…che credibilita` e rispetto vengono conquistati con queste azioni????
    Senza parole………….

Add a Comment