Un romano a Roma

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[Redazione: Oggi vi proponiamo un bellissimo articolo scritto dal padre di Ruth. Grazie per la collaborazione e per gli ottimi spunti…]

Premetto di essere romano, di aver fatto gli studi a Roma, di aver abitato sempre a Roma (a parte sei anni in Altoadige, ma da romano), di essere “romanista”, con una aggravante: di essere insegnante di Latino e Greco, innamorato quindi del mondo classico ( letteratura, arte, pensiero, archeologia di cui Roma trasuda).

Istintivamente portato, quindi, a considerare barbare, cioè straniere,tutte le altre culture.

Sedici anni fa la più piccola delle mie figlie chiede di poter proseguire i suoi studi di Etologia a Berlino: la lingua non era un ostacolo perchè aveva frequentato l’asilo tedesco a Merano e la Deutsche Schule a Roma. Permesso accordato (con qualche difficoltà), studi brillantamente conclusi, fidanzamento, matrimonio, un figlio, due figli, tre figli, tutti berlinesi, di padre medico berlinese, ma tutti tifosi della Roma e di Totti. A questo punto cambiano i rapporti miei con Berlino: non più visite saltuarie e rapide, ma più complete, consapevoli, serie. Ho scoperto una Berlino nuova: non più la Berlino del Pergamon, dell’Acquario, dello Zoo, dei mille musei, della Porta di Brandeburgo, della Pozdamerplatz, delle luminarie natalizie, ma la Berlino da vivere.

Berlino non è una città (bella o meno bella, è irrilevante), ma un mondo fatto di architetture sempre in progress, di boschi da favola, di imprevedibili laghi, di sevizi che funzionano davvero (mezzi di comunicazione, ospedali, asili, parchi, scuole), di possibilità impensabili altrove.

Un mondo per bambini, per giovani, per famiglie, per vecchi, per persone sole.

Roma, Londra, Parigi, Barcellona sono forse architettonicamente ed urbanisticamente più belle di Berlino: ma a Berlino si vive meglio, si respira un clima diverso, l’individuo – anche e sopratutto il bambino – ha il rispetto dovuto ad ogni individuo.

Una sintesi hegeliana tra tesi ed antitesi, tra Roma e Berlino, sarebbe un’idea: ne verrebbe fuori una città impossibile, alla Calvino.

FERDINANDO STIRATI

Posted on by Redazione in Varie

2 Responses to Un romano a Roma

  1. Silvia Marzi

    Un articolo da pelle d’oca. Bravo Ferdinando! Anche io in quanto italo-tedesca è una vita che cerco di sintetizzare i due mondi così vicini e così lontani. Esperimento stimolante come molte imprese difficili.
    Condivido l’idea che l’imbarbarimento è in atto in Italia a livello politico sociale e spero che questa tendenza possa cambiare rotta un giorno. L’America ci sia da esempio!
    Saluti da Roma, Silvia

  2. eva

    …L’ultimo pensiero e`stupendo, il rimando a “Le citta`invisibili” (che adoro) perfetto!

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